A Ferrara la cultura al fianco dei costumi e della storia
FERRARA. Si è svolta ieri alle 10 a palazzo Ludovico il Moro, la conferenza “La cosmesi e luoghi della bellezza al tempo degli estensi e oggi”, nell'ambito del Carnevale Rinascimentale, che si è...
FERRARA. Si è svolta ieri alle 10 a palazzo Ludovico il Moro, la conferenza “La cosmesi e luoghi della bellezza al tempo degli estensi e oggi”, nell'ambito del Carnevale Rinascimentale, che si è concluso ieri e ha proposto anche un significativo momento culturale al fianco delle iniziative di intrattenimento. Di fronte a un folto pubblico, si sono alternati i relatori Francesco Scafuri, Gianluca Lodi, Stefano Manfredini, Silvia Vertuani.
Scafuri ha evidenziato come già alla corte ducale fosse importante curare l'aspetto estetico. Infatti, «mentre la cultura del medioevo temeva la bellezza femminile, il Rinascimento attribuì un ruolo importante alla cosmesi. È l'epoca in cui fioriscono trattati alla ricerca dell'ideale di bellezza femminile, che consisteva in lunghi capelli biondi, neri gli occhi, nere le ciglia, rosee le labbra, piccolo naso».
Gianluca Lodi, medico, spiega al pubblico il trattato conservato alla Biblioteca Ariostea, "” far Biancha la dona mirabilmente”, ricette e princìpi da un raro manoscritto del XVI secolo. Sono illustrate le ricette di bellezza più significative.
Appassionante la relazione del professor Manfredini, che attraverso un rapido excursus storico, ha messo in luce come già nel XIII secolo a Ferrara si siano create le prime farmacopee, che si diffonderanno poi in altri paesi. «La cosmesi è nel dna di Ferrara - ha sottolineato il professore - tanto che nel 1980 è stata fondata qui la prima Scuola di Specializzazione in Cosmesi".
Silvia Vertuani ha mostrato l'attualità dei cinque segreti di bellezza delle dame estensi con quanto ancora oggi si realizza, rispettando i criteri di sicurezza, efficacia e gradevolezza del prodotto cosmetico.
Veronica Capucci
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