Investita dal fidanzato a San Valentino
Urtata da un’auto, donna di Felonica accusa il compagno, un 52enne di Bondeno: avevamo litigato, l’ha fatto apposta
BONDENO - «È stato lui a investirmi. L’ha fatto apposta, avevamo appena litigato». Parole di una donna ferita in stato confusionale o accuse precise? È stata aperta un’indagine sull’incidente in cui è rimasta coinvolta una donna di 51 anni, D.M. sabato pomeriggio a Felonica, in via Marconi. La donna, durante la visita al Pronto soccorso dell’ospedale di Pieve di Coriano, ha raccontato ai sanitari che l’uomo, un 52enne di Bondeno, al volante della Mercedes che l’ha travolta davanti alla corte dove abita è il compagno, con cui aveva litigato poco prima. Secondo quello che ha riferito, l’uomo le sarebbe andato addosso volontariamente. Una versione ancora da verificare nei dettagli: dietro l’angolo nei confronti dell’uomo potrebbe esserci una denuncia per lesioni gravi o addirittura per tentato omicidio. L’accusa certa, per il momento, è intanto quella di guida in stato di ebbrezza. Gli accertamenti sanitari disposti dalla polizia stradale di Ostiglia hanno evidenziato che il bondenese, aveva un tasso alcolemico nel sangue superiore al limite consentito dalla legge per mettersi al volante.
Le indagini proseguono ora, indipendentemente dall’eventuale denuncia della donna. Infatti ha una prognosi di 40 giorni: ha riportato una frattura scomposta del malleolo per la quale è stata sottoposta ad un intervento chirurgico. Ora la donna è ricoverata nel reparto di ortopedia di Pieve di Coriano.
Quando i poliziotti sono arrivati sul luogo dell’incidente, hanno trovato la donna, di corporatura piuttosto robusta, stesa a terra. Era stata colpita da un’auto all’altezza della caviglia. Sull’auto c’erano due uomini. Portata in ospedale, ha raccontato l’accaduto. Poco prima, in casa, ha litigato con il compagno, con cui lei, vedova e madre di un figlio, convive da un po’ di tempo. Sembra che in casa ci fosse anche l’altro uomo, un amico. A un certo punto i due, stanchi della discussione, sono usciti e sono saliti in auto. Lei avrebbe voluto continuare a parlare per sfogarsi e li ha ri ncorsi nella corte. «L’auto la guidava lui, e mi è venuto addosso volontariamente» ha detto ai medici che le controllavano la caviglia. A gettare un’ulteriore ombra di sospetto sull’accaduto , la testimonianza di alcuni vicini, che sostengono di averli visti discutere molto animatamente nella corte, poco prima dell’investimento.
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