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«La telefonata più brutta è toccata a me»

«La telefonata più brutta è toccata a me»

PORTO GARIBALDI. «Ero già fuori, sulla banchina e stavo facendo un giro prima di andare al bar a prendere il caffè, quando un giovane pescatore è venuto a dirmi che un’imbarcazione era affondata. Ho...

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PORTO GARIBALDI. «Ero già fuori, sulla banchina e stavo facendo un giro prima di andare al bar a prendere il caffè, quando un giovane pescatore è venuto a dirmi che un’imbarcazione era affondata. Ho quindi visto che la barca di Filippo si era inabissata, fino a toccare il fondo, del Porto Canale, dove era ormeggiata. Io ho il numero di telefono di Filippo e così l’ho chiamato e gli ho detto la cosa più brutta che un pescatore possa sentirsi dire. Ma ho dovuto...». È il racconto di un uomo di Porto Garibaldi, anziano, il retaio storico della località portuale, che ogni mattina, di buon ora, esce di casa, controlla in giro lungo il molo ed è in genere lui il primo ad accorgersi se c’è qualcosa di nuovo sul porto. La notizia dell’affondamento della barca per pesca a strascico “Al Frà”, di Filippo Cazzanti, 54 anni, residente a Porto Garibaldi ha lasciato tutti di stucco. «Già che di lavoro non è che ce ne sia poi moltissimo - ha commentato un altro pescatore - e ti deve capitare anche questo, non ci sono proprio parole per commentare». Una folla di pescatori ha assistito, per tutta la mattina, al recupero e rimessa in galleggiamento della barca, confrontando commenti e guardato con sgomento al natante che affiorava solo per la minima parte della cabina dalle acque del Porto Canale, lì, dove era ormeggiata, in attesa di prendere il mare con a bordo il suo equipaggio che andava a guadagnarsi la giornata. (m.r.b.)

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