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«Noi soci delusi speriamo nell’appello»

«Noi soci delusi speriamo nell’appello»

Crac Coopcostruttori, oggi a Bologna parte il processo bis: davanti alla Corte la protesta Carspac, i truffati da Donigaglia

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Non ci saranno tutti, stamattina davanti il palazzo della Corte d’appello, ma una piccola parte sì, «con i soliti cartelli» dicono quelli che... protestano da anni contro il buco della Coopcostruttori: «Sì, ci saremo perchè vogliamo venga rivista la sentenza di Ferrara ed è questa la nostra speranza», scandiscono i due portavoce del Carspac2, Giovanni Bigoni e Massimo Cricca a nome degli oltre 500 ex soci Costruttori costituiti parte civile. «Speriamo che i giudici d’appello rivedano la sentenza di primo grado, una sentenza lieve che ha deluso le aspettative di tutti noi soci, perchè in primo grado per quanto abbiamo visto e sentito in oltre un anno e mezzo di udienze, le responsabilità sono emerse, eccome».

Il processo a Ferrara finì invece con una sentenza a metà, "salomonica" con 8 condanne e 12 assoluzioni per il crac Costruttori, per un buco finanziario di oltre 1 miliardo di euro per 10mila creditori, con il riconoscimento penale solo di reati più lievi (tra cui la bancarotta dissipativa della Spal). Toccherà da oggi ai giudici Massari, Mori e Ghedini e al procuratore generale Di Ruggiero rivedere e rileggere (in senso simbolico, nell’impossibiltà materiale e temporale di farlo) le oltre 50 mila pagine del processo-inchiesta durato, nelle varie fasi di indagine e tappe processuali, dal 2003 fino al 2013. Il processo si preannuncia non facile: già diverse le udienze programmate (dopo oggi, il 19, 24 e 25 febbraio), ma ne saranno necessarie altre, hanno già anticipato i giudici. La procura generale ha già ‘ripassato’ l’intero processo, anche grazie alla collaborazione fornita dalla procura di Ferrara, dalla pm Ombretta Volta che ha condotto l’inchiesta fin dai primi atti. Le difese, dal canto loro, hanno prodotto nuovi documenti sostenendo che non vi fu nessun atto fraudolento e che ad esempio l’operazione Spal (Costruttori era sponsor della squadra di calcio) fu operazione pubblicitaria e basta, non dissipazione. Ciò che è rimasto della sentenza di primo grado è la percezione di un colpo di spugna, che cancellò i capi d'accusa più gravi: associazione a delinquere per bancarotte, falso in bilancio, emissioni illegali di Apc, fatture false. I giudici ritennero che questi comportamenti, pur illegali, non avrebbero potuto causare il dissesto finanziario della Costruttori. Risponde indirettamente l’ex sindaco Gaetano Sateriale che intervistato le settimane scorse in città ricordava: «Nel 1997 un esponente della finanza cooperative mi disse che tecnicamente la Costruttori era fallita da tre anni».

Tra i legali del processo, c’è chi ha anche pensato di chiamarlo come teste. D’accusa. Ma forse è troppo tardi.

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