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Peschereccio affonda nel portocanale

Peschereccio affonda nel portocanale

Ancora poco chiare le cause, l’imbarcazione era attraccata. Vigili del fuoco e capitaneria al lavoro per ore per il recupero

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PORTO GARIBALDI. Affondata, nella notte. Inabissata fino a coprire quasi tutta la cabina di guida. Ecco come è stata trovata, ieri mattina, verso le 5.30 da un pescatore di Porto Garibaldi, che stava passeggiando sul portocanale, l’imbarcazione da pesca a strascico “Al Frà”, un 13 metri, ormeggiato di fronte al mercato ittico, di fianco al peschereccio Maria Valeria. Poche certezze sull’affondamento del peschereccio, il cui contitolare, Filippo Cazzanti, 54 anni di Porto Garibaldi, aveva provveduto a riempirne i serbatoi di carburante, per salpare nella notte tra domenica e lunedì ed andare a pesca. L’unica sicurezza è che per capire come si stata causato il danno che ha portato all’affondamento del peschereccio si dovranno aspettare gli accertamenti che saranno fatti nei prossimi giorni, dopo che il natante sarà trasferito presso il cantiere navale di Lido Estensi.

Per riportare in linea di galleggiamento l’ “Al Frà” ci sono volute quasi sette ore di lavoro e poi la gru dei vigili del fuoco intervenuta per far riaffiorare il natante l'ha sollevato e disposto per il trasporto ai cantieri navali.

Sul luogo dell’affondamento sono intervenuti, oltre ai vigili del fuoco, un’unità di sommozzatori, gli uomini della guardia costiera, coordinati sia a terra, che in acqua, sul battello pneumatico dal tenente di vascello Tommaso Pisino, i carabinieri della stazione di Porto Garibaldi e gli uomini della polizia municipale. Per aiutare nell’operazione di riaffioramento dell’ “Al Frà” è anche intervenuto un mezzo dotato di pome aspiranti dalla Romagna.

Per tutta la durata dell’operazione il tratto di strada che costeggia il Porto Canale, attorno al peschereccio affondato, è rimasto chiuso al traffico.

A seguire le operazioni di recupero del natante i due proprietari i coniugi Cazzanti, increduli di quanto successo. Filippo Cazzanti, 54anni, di Porto Garibaldi, socio della cooperativa Piccola e Grande Pesca, aveva acquistato l’ “Al Frà”alla morte del fratello minore, Massimiliano, deceduto il 16 gennaio 2013, a seguito di un incidente stradale, avvenuto a Vaccolino, lungo la statale Romea.

Cazzanti non ha mai avuto nessun contenzioso con altre persone, quindi tra i pescatori si sono snocciolate varie ipotesi sull’affondamento del motopeschereccio, tra le più probabili quelle di una manichetta o presa a mare che se lasciata in acqua, a barca ormeggiata, fa ritorno di liquido.

Per poter far riaffiorare il peschereccio “Al Frà”, una volta sistemate le cinghie di sollevamento, collegata all’autogru, sono state fatte spostare le due imbarcazioni ormeggiate davanti e quella a fianco.

Il motopeschereccio ci ha messo tutta la notte per affondare, infatti l’ultima volta che è stato visto, a galla, in regolare ormeggio è stato sabato 14 febbraio verso le 21, poi poco prima dell'alba di ieri l’amara scoperta che per i proprietari ha significato la perdita del proprio strumento di lavoro.

Maria Rosa Bellini

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