«Attenti ai mille volti delle mafie»
Dibattito alla biblioteca Ariostea su argomento di estrema attualità: le infiltrazioni criminali a Ferrara
«In Emilia Romagna le mafie che più hanno sviluppato i propri tentacoli, le proprie radici, si chiamano 'Ndrangheta e Camorra. Cosa Nostra sta "un passo indietro». La recente maxi operazione Aemilia, condotta dalla Dda di Bologna, ha puntato i riflettori su un fenomeno già da tempo raccontato, descritto, conosciuto ma forse mai come ora analizzato. Mentre le forze dell'ordine lavorano alacremente per sgominare una fitta rete di interessi che si estende su vari settori, la gente comune si interroga. I cittadini si chiedono se davvero la situazione è grave o se gli inviti a "tenere gli occhi aperti" e "segnalare atteggiamenti sospetti" siano eccessivi. Ieri pomeriggio nella sala Agnelli della biblioteca Ariostea si è tenuto "Mafia a Ferrara: allarmismo o rischio reale?", un incontro organizzato dalla redazione del magazine online FerraraItalia. Per l'occasione sono intervenuti, tra gli altri, gli studiosi Federico Varese e Andrea Mazzitelli (in diretta Skype) e l'ex colonnello della guardia di finanza di Ferrara, Fulvio Barnabei. Al di là di Aemilia che, la conferenza ha ruotato attorno a “L'economia illegale in Emilia Romagna”, rapporto realizzato per l'Osservatorio della Legalità in Emilia-Romagna e Unioncamere regionale dal professor Andrea Mazzitelli di Universitas Mercatorum e presentato lo scorso dicembre a Bologna. Lo studio prende in esame il triennio 2010/2012, periodo durante il quale si registrerebbe a Rimini e Ferrara un'improvvisa accelerazione della penetrazione criminale, tanto da occupare a livello nazionale rispettivamente il secondo e il quinto posto. «Dobbiamo fare un distinguo - afferma però subito Mazzitelli - l'obiettivo dello studio non era verificare la presenza della mafia nelle varie regioni e nelle nostre province; volevamo tentare di stabilire quanto fosse diffusa l'illegalità economica in generale, che non significa per forza mafia". A questo proposito infatti il professor Varese spiega: «Mettere tutto insieme: furto, spaccio, reati informatici… secondo me può confondere le acque e non aiuta gli amministratori a risolvere i problemi drammatici, ma spesso diversi, che riguardano Ferrara». Barnabei ha poi aggiunto che «la mafia non si atteggia in maniera univoca dappertutto, cambia volto a seconda dei territori».
Samuele Govoni
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