«Competenti. E non ripartano da zero»
Sanità, i sindaci e il profilo dei futuri manager. Fabbri (Comacchio): meritocrazia. Tagliani (Ferrara): modello già impostato
«Competente». E «buon conoscitore del territorio e della sanità locale». Ecco il profilo ridotto all’osso dei futuri manager di Asl e azienda ospedaliera, il minimo comun denominatore su cui convergono oggi le aspettative di molti amministratori locali. Requisiti che ammettono anche qualche variazione sul tema. Come quelle indicate dal sindaco di Comacchio, Marco Fabbri. Che non si accalda più di tanto se gli si chiede un parere sull’argomento ma si dice convinto che a guidare le aziende sanitarie dovranno essere tecnici capaci con un curriculum di tutto rispetto, «la meritocrazia innanzitutto». Ma dovranno mostrare anche «ampie vedute», che sembra un attributo indispensabile per chi dovrà sbrogliare la matassa della sanità comacchiese, con una parte dell’ex San Camillo occupato ad oltranza da rappresentanti dei comitati civici. «Niente politica nè politici», aggiunge Fabbri e non dice, tracciando questo limite, se pensa a qualcuno dei nomi circolati in questi giorni.
Aggiunge solo che «una consultazione del territorio da parte di chi ha la responsabilità di scegliere i nomi è auspicabile».
Su questo auspicio si allinea anche il sindaco di Copparo, Nicola Rossi. «Vorremmo poter dire la nostra - spiega il primo cittadino del Comune che negli ultimi due anni ha perso il suo ospedale - e sarebbe veramente un errore grave essere coinvolti a giochi fatti. Copparo non ha più il S. Giuseppe, ma ha una Casa della Salute che sta diventando un segno di identità importante consegnandoci un ruolo da protagonisti nella nuova organizzazione della sanità locale».
Il lavoro fatto dai due direttori generali uscenti (Paolo Santari, all’Asl, e Gabriele Rinaldi al Sant’Anna) ha partorito «un piano che prevede diversi passaggi fino al 2016. Noi speriamo che i nuovi manager non debbano ripartire da zero». Se poi «conoscono bene il territorio e le aziende sanitarie, credo che questo sia da considerare un vantaggio e non uno svantaggio». Maria Teresa Romanini, sindaco di Lagosanto, dove si trova l’ospedale del Delta, usa quasi le stesse parole. Continuità con le linee di programmazione già impostate e buona conoscenza del territorio sono caratteri che anche lei vorrebbe riconoscere nei futuri amministratori. Come Antonio Fiorentini, il sindaco di Argenta, che alla Regione suggerisce di «consultare il territorio, per tastare il polso dei problemi e delle aspettative locali, e di non ignorare l’esigenza di dare continuità a quanto è stato deciso e avviato. Ferrara vuole assumersi una parte delle responsabilità e una persona che conosce bene la sanità e il territorio sarebbe una buona scelta».
Da qualche mese tra il Po, il Reno e il mare è Tiziano Tagliani, il sindaco di Ferrara, a fare da cerniera con gli altri amministratori locali, sia come presidente della Provincia che come presidente della Conferenza socio-sanitaria territoriale.
«Questo non è il momento di lanciare dei nomi, perchè è solo un modo di bruciarli», commenta secco. L’opzione di mantenere inalterato l’assetto attuale (Saltari-Rinaldi), ricorda, si è arenata di fronte alla volontà «già espressa dall’assessore regionale di procedere a un rinnovamento complessivo dei direttori».
«Noi con i direttori attuali - ci tiene a chiarire - abbiamo collaborato, si è definito un modello di rete con al centro l’azienda Sant’Anna e attorno altre strutture altrettanto importanti: ospedali, Case della Salute, medicina del territorio, etc. C’è una programmazione impostata, non credo che dovremmo riprendere il discorso da capo, nè potremmo accettare ipotesi di fusioni o spezzettamenti di cui si è parlato in questi mesi. Ma vogliamo anche mantenere e sviluppare le nostre peculiarità».
Piero Lodi, il sindaco di Cento, volge lo sguardo indietro e riconosce «che il mandato che si sta per concludere ha portato al risanamento dei conti delle aziende accendendo proteste e focolai, ma solo dove bisognava compiere scelte difficili e necessarie. Oggi un percorso è stato avviato e sono convinto che in Regione nessuno pensi di imporre scelte che non tengano in considerazione quanto è stato fatto e le esigenze di questa provincia». (gi.ca.)
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