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il presidente dell’associazione residenti gad

«I controlli anche sulle locazioni»

«I controlli anche sulle locazioni»

Sul tema caldo dello spaccio scende in campo anche Giuliano Zanotti, medico e presidente dell'associazione Residenti Gad. «Non è certo da ieri che gli spacciatori hanno superato la zona di confine...

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Sul tema caldo dello spaccio scende in campo anche Giuliano Zanotti, medico e presidente dell'associazione Residenti Gad. «Non è certo da ieri che gli spacciatori hanno superato la zona di confine con Corso Isonzo e il centro della città. Lo vediamo da almeno sei mesi».

E così la mappa dello spaccio si amplia: dalla zona Gad a piazzale San Giovanni.

«Anche nelle case popolari di piazzale San Giovanni risiedono ormai molto tossicodipendenti e questa estate ci siamo resi conto, grazie al contributo dei numerosi iscritti alla nostra associazione, di infiltrazioni tangibili di spacciatori nel centro cittadino».

Ma non dimentichiamo anche l'area del sottomura di via Baluardi.

«Molti sono i residenti che quotidianamente assistono alle liti fra i nordafricani e i magrebini per il controllo della zona, ma questo è un problema in espansione che ormai tocca ogni angolo della nostra bella città d'arte».

Cosa chiede l'associazione “Residenti Zona Gad”?

«Certamente più controlli e una maggiore incisività e presenza delle forze dell'ordine che, seppure quotidianamente impegnate, non sono sufficienti da sole a risolvere il problema. Certo è che il nuovo Questore ha portato una ventata di aria fresca, instaurando da subito una sorta di legame con i cittadini e le diverse associazioni sul problema spaccio, che a sua volta va affrontato in maniera adeguata e al passo con i tempi».

Più controlli sugli spacciatori, ma anche negli appartamenti e sulle locazioni?

«È innegabile che bisogna ritornare ai controlli negli appartamenti occupati da questi individui e spingere sulla verifica dei contratti di locazione come avveniva anni fa da parte della Guardia di Finanza e della Polizia Tributaria, controllando gli affitti e i via vai degli inquilini. Ma non solo. Seguendo le norme igienico - sanitarie imposte dalla legge, sanzionare e verificare più attentamente i diversi locali della zona, punto di ritrovo di pusher e clienti».

Ma lei punta il dito sull'assegnazione dei locali di piazzale Castellina?

«Abbiamo più volte ribadito all'amministrazione comunale le nostre perplessità sulla Casa della Protezione Civile, locale che è stato aperto dal 29 maggio scorso, solo in una decina di occasioni e che, invece, doveva servire da deterrente allo scorrazzare di individui che sono sempre più spavaldi e si sentono impuniti». (fe.ac.)

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