Rossi: «L’Area vasta sarà il volano delle riforme»
Il sindaco di Copparo e vicepresidente della Provincia guarda al futuro E promette: lavoreremo per non disperdere le identità dei nostri territori
COPPARO. Nicola Rossi è il sindaco del quinto Comune della provincia, per popolazione: vale a dire Copparo. Allo stesso tempo, è presidente dell'Unione dei Comuni ‘Terre e Fiumi’ ed infine, con il passaggio della Provincia agli enti di secondo livello, è diventato il vicepresidente della Provincia stessa. Ed è proprio di questa struttura che Rossi parla. «Nel caso della Provincia, nella sua nuova organizzazione - spiega il sindaco di Copparo nella doppia veste - , siamo arrivati ad una soluzione efficace e rapida, perché il territorio, tutto il territorio e tutte le forze politiche si sono organizzate ed uniformate in modo da gestire al meglio la situazione. Anche se sono stati pagati dei costi sul piano politico per questa unione di intenti. Adesso ci sono una serie di Unioni: la nostra, Terre e Fiumi, era partita per scelta, altre si sono costituite per indicazioni a livello nazionale, ma quel che conta è che adesso ci sono Terre e Fiumi, Delta, Valli e Delizie, Alto Ferrarese e città. E tutte insieme sono chiamate a quella che è la prossima sfida, di cui molto si parla, e cioè quella dell'Area Vasta». Il sindaco pone altre questioni sul tappeto: «Questo passaggio - continua infatti Rossi - impone al territorio un ruolo da protagonista, o si rischia di subire le scelte. E a questo ruolo da protagonista tutti devono contribuire, in modo che continui l'uniformità del processo di crescita ma, anche e soprattutto, l'identità del nostro territorio. La provincia, se mantiene coesione ed unità di intenti, può confermare ed esaltare le peculiarità del territorio, nel contesto dinamico ed in continua evoluzione della nostra e delle altre regioni. Credo che se Ferrara manterrà la propria identità sarà solo ed esclusivamente un vantaggio a tutti i livelli, a partire dalla governance che parte dai Comuni e si porta alle ex Provincie. Per capirci - spiega allora Rossi - in questa situazione il localismo esasperato non può che essere considerato battaglia di retroguardia. Siamo in un momento storico e politico in cui è necessario alzare gli occhi e guardare all'orizzonte, cercando il futuro. Ma bisogna farlo tenendo ben saldi i piedi nel nostro territorio, tenendo conto soprattutto delle nostre identità comuni. La nostra non è un'isola felice e senza problemi, ma un contesto con delle situazioni che vanno affrontate e risolte, ma con la consapevolezza - spiega ancora Rossi - che non sempre ci sono delle soluzioni efficaci a livello puntuale e meglio è ragionare in termini di soluzioni territoriali e non localistiche, per non arrivare alla diversificazione di soluzioni che possono invece avere risposte che vanno oltre il singolo Comune o il piccolo territorio. Questo è un percorso che ha notevoli positività ed è quello che va perseguito».
Alessandro Bassi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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