Billa smobilita il mercato in ansia i 39 dipendenti
In lista di cessione i market ferraresi di Bondeno, Copparo e Portomaggiore. Mercatone Uno: l’azienda collabora con l’Inps per gli ammortizzatori sociali
Dopo aver ceduto a Conad un paio di anni fa i supermercati situati in città nelle vie Argine Ducale e Padova, (nel 2010 era stato chiuso anche quello di Cento) ora Billa appartenente alla tedesca Rewe si accinge a cedere altri supermercati dando così il via alla smobilitazione completa dal mercato italiano. Una decina di giorni fa è stata aperta una proceduta di mobilità che però non riguarda i supermercati di Bondeno (che l’anno scorso aveva dovuto subire la chiusura del supermercato Lidl), Copparo e Portomaggiore, che sono in lista di cessione. I 39 dipendenti dei tre market sono però in ansia perché non si sa a chi Billa venderà. «Per ora la società non ha aperto una procedura di mobilità - spiega Antonella Zambonati della Filcem-Cgil - ci hanno riferito che è in piedi una trattativa con un altro gruppo ma il nome non lo hanno comunicato. Spero lo dicano in occasione del prossimo incontro. Per quanto ci riguarda come sindacati abbiamo provveduto ad informare della situazione i sindaci dei tre comuni interessati quali Bondeno, Copparo e Portomaggiore al quale abbiamo esposto lo stato dell’arte. A rischiare sono i settanta dipendenti delle sedi logistica ed amministrativa di Carmignano del Brenta nel Padovano e di Rozzano nel MIlanese». I dipendenti dei tre punti vendita sono invece 35.
Lo scorso anno Billa aveva alienato 53 filiali dislocate in gran parte nel Nord Ovest dell’Italia ai francesi di Carrefour e poi un’altra cinquantina di market al retail Conad il quale già aveva inglobato, sempre dal gruppo tedesco, 43 Billa. I tedeschi lasciavano l’Italia per concentrarsi sui paesi del centro ed Est Europa. L’azienda è sorta a Vienna nel 1953 come profumeria discount e poi Billa (abbreviazione di Billinger Laden, cioè negozio a buon mercato) è sbarcata in Italia nel 1990 arrivando, grazie anche agli ex Standa, a quota 200 punti vendita. Billa era stato uno dei primi gruppi che dopo aver disdettato il contratto nazionale aveva liberalizzato orari e aperture domenicali.
Intanto c’è una novità che riguarda i dipendenti della Mercatone Uno in crisi, 37 a San Giuseppe, 23 a Mesola e 39 a Ferrara. Nell’incontro dell’altro ieri l’azienda ha assicurato di voler collaborare con l’Inps affinché l’istituto possa farsi carico del pagamento degli ammortizzatori sociali anche nei primi diciannove giorni di gennaio, che avevano visto uno stop. (m.bar. e s.c.)
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