La strage di Bologna Parlano tre donne scampate alla bomba
BONDENO. Torna l'appuntamento periodico con "Beati chi?", ed ancora una volta il tema è di quelli in grado di scuotere i cuori e le coscienze. Sabato alle ore 17, alla sala 2000, Marina Gamberini,...
BONDENO. Torna l'appuntamento periodico con "Beati chi?", ed ancora una volta il tema è di quelli in grado di scuotere i cuori e le coscienze.
Sabato alle ore 17, alla sala 2000, Marina Gamberini, Roberta Garuti e Patrizia Poli porteranno la loro testimonianza sulla tragedia dell'attentato alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Le tre donne si trovavano là quel giorno e miracolosamente non vennero colpite dall'esplosione della bomba nella sala d'aspetto della stazione. Marina, per esempio, lavorava con altre sei impiegate sopra quella sala d'aspetto. «Lei fu l'unica sopravvissuta - dicono gli organizzatori di Beati Chi? -, è la ragazza stesa sulla barella con gli occhi sbarrati verso l' obiettivo del fotografo, nell'immagine che è diventata il simbolo della follia di quella strage: 85 morti e 200 feriti». I mandanti della strage non sono mai stati identificati. La sentenza definitiva giungerà solo nel 1995, con la condanna all'ergastolo, quali esecutori dell'attentato, per i neo-fascisti Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. Ma al di là del lungo corso della giustizia, il compito di Marina, Roberta e Patrizia è un altro: «Portare in giro la nostra storia». (mi.pe.)
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