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i danni all’export: parla riccardo fava

«Russia e Libia casi-simbolo Milioni persi per le imprese»

«Russia e Libia casi-simbolo Milioni persi per le imprese»

Per gli imprenditori che commerciano con i Paesi del Nord Africa le ripercussioni economiche sono cominciate ben prima della crisi libica più recente. «Fin dall’epoca della primavera araba non...

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Per gli imprenditori che commerciano con i Paesi del Nord Africa le ripercussioni economiche sono cominciate ben prima della crisi libica più recente. «Fin dall’epoca della primavera araba non abbiamo più avuto la possibilità di lavorare con Paesi come la Libia e l’Egitto», è la testimonianza di Riccardo Fava, già presidente di Unindustria e amministratore delegato del Gruppo Fava, che oltre a Baltur include un importante pastificio. «Tutta l’area magrebina, il Centro Africa e il Sud Africa - prosegue - sono aree di grande rilievo per il Gruppo Fava, dove esportiamo i nostri prodotti da diversi anni. Le vicende legate alla Primavera araba hanno avuto forti ripercussioni su certi mercati sensibili, che hanno condizionato i fatturati in esportazione; e se l’Africa continua a restare un grande mercato, anche per Baltur, è altrettanto vero che con certi Paesi come la Libia o l’Egitto, non lavoriamo più». Lavorare con l’estero, per chi fa impresa, «è complicato, costoso e rischioso, perché non si possono controllare e prevedere fattori esogeni del tutto indipendenti. I casi del Nord Africa, ma anche della Russia, sono assolutamente emblematici per l’Italia. Le imprese hanno perso fatturati per milioni di euro, e non per colpa loro. È un problema serio anche perché non sono fatturati che si rimpiazzano facilmente in altre parti del mondo, e ancora meno nel marcato interno che attraversa una crisi fortissima. Purtroppo questi rischi si possono manifestare all’improvviso, vanificando lavoro e investimenti. Un imprenditore deve fare i conti anche con questi imprevisti. Per quel che ci riguarda, continuiamo a mantenere i contatti confidando in una riapertura dei rapporti commerciali».

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