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Sanità, un premio per tutti i manager. Fabbri (Lega) insorge, Gibertoni (M5S) chiede di abolire i bonus. Bonaccini: scelta dovuta, ma valuteremo

Regione Emilia Romagna
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Regione Emilia Romagna

Il compenso supplementare, che ammonta a circa 20mila euro, deciso dalla Regione Emilia Romagna. Tra i beneficiari anche i direttori di Asl e S. Anna, Saltari e Rinaldi. Il consigliere del Carroccio: l'assessore Venturi risolva il conflitto di inferessi. Polemiche anche dalla Cisl. Bonaccini: per il futuro potremmo cambiare i parametri di valutazione

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Un premio per  tutti i direttori delle aziende sanitarie della regione. La giunta dell'Emilia Romagna ha deciso di erogare il bonus (un incentivo di risultato) a 17 direttori generali, compresi quindi i due ferraresi in scadenza: Paolo Saltari (Asl) e Gabriele Rinaldi (Sant'Anna). La notizia è stata anticipata questa mattina dal quotidiano la Repubblica. Il premio viene erogato tutti gli anni ai manager sanitari, che percepiscono 140-150mila euro di stipendio base a cui può essere aggiunto appunto il bonus (anche questo variabile ma in genere vicino ai 20mila euro) sulla base dei risultati ottenuti e riconosciuti dalla Regione.

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Il premio è pari ad una quota percentuale dello stipendio. Da questa cifra, però, va tolto un 15% «in considerazione della particolare, difficile contingenza internazionale e nazionale», un precetto che la Regione rispetta da alcuni anni. Tra i beneficiari, l'assessore alla Sanità, Sergio Venturi, che ha da poco lasciato l'incarico di direttore generale del Sant'Orsola di Bologna per entrare in giunta regionale. Venturi è già stato oggetto di critiche nei giorni scorsi per aver esercitato l'opzione di mantenere lo stipendio da manager della sanità pubblica (Asl di Modena) rispetto a quello di assessore regionale, possibilità consentita dalla legge. Il primo compenso risulta più alto (di circa due mila euro) rispetto al secondo, con buona pace - hanno sottolineato i critici - della volontà di rendere più sobria l'attività politica.

Il direttore del Sant'Anna, Gabriele Rinaldi, ha ricevuto la notizia dalla Regione. Presto l'azienda ospedaliera adotterà l'atto relativo. "La cifra che mi è stata comunicata è di circa 19mila euro lordi", ha precisato il manager. Il collega dell'Asl, Paolo Saltari, ne percepirà circa 20mila, "sempre lordi", precisa il direttore generale dell'azienda sanitaria di via Cassoli.

Il compenso distribuito ai direttori generali fa riferimento ai risultati conseguiti nell'anno 2013. Il premio viene assegnato dai dirigenti della Regione (e non dalla giunta) sia per il 2013 che per il 2014, anni in cui la giunta dell'Emilia Romagna era retta da un altro presidente e da altri assessori e per i quali il nuovo organo di governo, costituito solo dopo le amministrative del novembre scorso, non può valutare l'operato dei manager. L'atto regionale arriva a pochi giorni dalla nomina dei nuovi direttori generali delle aziende sanitarie, attesa per la fine del mese.

Ma sui compensi è già polemica infuocata. Alan Fabbri, capogruppo della Lega Nord, ha chiesto al presidente Stefano Bonaccini e a Venturi di risolvere il conflitto d'interesse. «Venturi decida - ha detto - se vuole fare l'assessore alla sanità rinunci all'emolumento da direttore generale dell'Ausl, se vuole continuare a fare il medico liberi il posto in giunta, ma risolva immediatamente il conflitto di interessi del quale è volontariamente vittima. Non possiamo accettare che l'assessore deliberi 22mila euro di compensi extra per tutti i manager delle Ausl e quindi, anche per se stesso. È uno scandalo che l'assessore sia contestualmente l'arbitro e il premiato. È una cosa senza precedenti e che non ha giustificazione».

Insorge anche la caporuppo M5S in Regione, Giulia Gibertoni, che chiede l'azzeramento dei bonus per i direttori delle aziende sanitarie. «In un periodo di perdurante crisi occupazionale economica e sociale, in cui è forte l'esigenza di un radicale ripensamento delle politiche pubbliche, non si può prescindere dalla revisione della spesa pubblica, dall'eliminazione degli sprechi e degli ingiusti vantaggi», scrive in una nota Gibertoni. «Oggi - informa - ho depositato a nome di tutto il mio gruppo consiliare una risoluzione all'assemblea legislativa con cui chiediamo di assumere provvedimenti volti all'azzeramento dei premi di produzione per i vertici della sanità regionale e, nel quadro più complessivo delle difficoltà economiche e dei sacrifici che i cittadini sono chiamati a sostenere, di destinare i risparmi di spesa derivanti da questa scelta ad interventi in ambito sanitario rivolti alle fasce meno abbienti». Secondo la grillina, «non è tollerabile l'atteggiamento di una Regione che, invece di guardare alla realtà sociale che viviamo, attribuisce bonus a manager che già guadagnano circa 150.000 euro lordi l'anno come fossero normali integrazioni allo stipendio (i premi 'a piogga'). E questo - sottolinea - nonostante le tante inefficienze che si registrano nelle nostre Asl (aumento di casi di malasanità, liste di attese sempre più lunghe, riduzione costante dei servizi all'utenza, aumento di casi giudiziari che vedono coinvolti anche i vertici della sanità regionale). Mi auguro che Bonaccini ci ripensi»

La Fp-Cgil, attraverso Marco Baldo, ha postato su Facebook  un commento acido: «Francamente, se questo è il nuovo verso della nuova giunta regionale e del suo assessore, crediamo proprio che siano partiti malissimo. Davvero non ci sono parole per stigmatizzare l'insensibilità umana, oltre che politica, di una scelta che ancora una volta riconosce benefici a chi dirige e solo sacrifici a chi opera in prima linea».

E tra i critici non manca la Cisl. «È immorale - ha detto Roberto Pezzani, segretario regionale della Fp-Cisl - che in un momento in cui i contratti della pubblica amministrazione sono bloccati da sei anni, in cui gli infermieri e il personale medico in prima linea sono costretti a doppi turni, a straordinari non pagati o non recuperati, a richiami dalle ferie e al blocco del turnover, le uniche risorse disponibili vadano a rimpinzare le tasche dei 17 direttori delle Ausl della Regione».

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, parlando a Modena, non ha evitato la domanda. «Per il futuro può essere che cambieremo i parametri di valutazione; in questo caso abbiamo fatto una scelta che era dovuta, che ci siamo ritrovati».

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