I carabinieri assolti dopo cinque anni
Tre militari accusati da un ragazzo di lesioni e omissioni. I giudici: il fatto non sussiste. Il pm aveva chiesto la condanna
CENTO. Per 5 anni hanno vissuto con una zavorra giudiziaria che rischiava di far affondare il loro stato di servizio di carabinieri «senza nessuna macchia», come detto al processo. Alla fine, i giudici del tribunale di Ferrara, ieri mattina, dosando buon senso e codice penale, li hanno assolti tutti, tre carabinieri in servizio presso la Compagnia di Cento, perchè il fatto non sussiste dall’accusa di aver procurato lesioni (escoriazioni leggere), aver fatto violenza privata (aver accompagnato un ragazzo in caserma senza motivo) e omissioni d’ufficio (non aver trascritto nulla di questo fatto nella relazione di servizio. Ad accusarli, ha sottolineato il difensore, Alberto Bova, era un ragazzo di Cento, Andrea Spano, con manie di persecuzione, che ha avuto contrasti, multe sanzioni negli anni dalle forze dell’ordine, sostenendo di non aver cellulare per il timore di essere intercettato. Alla fine tirano un sospiro di sollievo il maresciallo Giuseppe Tirino e gli appuntati Roberto Pini e Denis Guercioni dopo essersi difesi ieri nel loro interrogatorio ai giudici, ai quali hanno spiegato i fatti come li avevano vissuti e vista la sentenza, i giudici sembrano aver creduto più a loro che al racconto del giovane.
I fatti sono dell’aprile 2009, Pini e Guercioni sono di pattuglia a Cento, all’incrocio tra via Bologna e via Rigoni, e con l’auto sostano sopra le strisce, per impedire ai ragazzi delle superiori attraversare con il rosso (molti si sono lamentati del pericolo). Un ragazzo che abita nei pressi, Andrea Spano, alla vista dei carabinieri inizia ad applaudire, urlando loro: «Bravi, bravi, volete far rispettare il codice stradale ai ragazzi e non lo rispettate voi» (alludendo all’auto sulle strisce). I carabinieri non sanno chi sia, gli chiedono documenti, non li ha e dice di essere conosciuto da alcuni colleghi, tra cui il maresciallo Tirino. Così, insieme e in accordo col ragazzo - dicono i carabinieri, ma il giovane sostiene il contrario - vanno in caserma. Qui non vi fu nessuna violenza, Tirino si limito a fargli una ‘paternale’ nel suo ufficio, ma il giovane invece denunciò di essere stato messo a forza a sedere, che gli vennero tolti con violenza gli occhiali (escoriazioni) al naso. La procura, pm Stefano Longhi, aveva prospettato ai giudici che la versione più verosimile era quella del ragazzo e ha chiesto la condanna a 6 mesi per lesioni e violenza, assoluzione per omissioni.
I giudici hanno creduto ai carabinieri. Assolvendoli con formula piena, perchè il fatto non sussiste.
Daniele Predieri
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