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«Il consigliere può parlare grazie alle lotte dell’Anpi»

«Il consigliere può parlare grazie alle lotte dell’Anpi»

Il sindaco Marchi risponde a Centineo: pronti a dare indicazioni sulla Costituzione «Tutto questo sarebbe ridicolo se non fosse tragico. Una bandiera storica»

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OSTELLATO. «Io e la giunta ci offriamo, gratuitamente, di fornire al consigliere Centineo qualche indicazione, qualche spunto di riflessione sulla Costituzione sulla quale abbiamo giurato; magari, può essere utile a comprendere che fare il consigliere comunale è una cosa seria». Il sindaco di Ostellato Andrea Marchi risponde così al consigliere comunale Marco Centineo, circa i rapporti con la maggioranza e la richiesta della rimozione di una bandiera, «non dell’Anpi come scrive, ma la bandiera italiana che per prima sventolò in Ostellato all’indomani della Liberazione e poi divenuta dell’Associazione. Sarebbe ridicolo se non fosse tragico e drammatico». Veniamo ai punti sollevati dal consigliere Centineo: «I tempi di convocazione e di trasmissione degli atti del consiglio comunale sono disciplinati dalla legge, a Ostellato come a Catanzaro o in qualsiasi altro Comune della Repubblica Italiana. Tempi congrui, idonei e soprattutto sufficienti a studiare quanto è portato all’esame ed alla discussione del consiglio. Basterebbe avere voglia e capacità di farlo, elementi che difettano molto al consigliere Centineo e al gruppo di minoranza in genere. Basti a dimostrarlo il fatto che molti consigli hanno visto la presenza esclusiva del gruppo di maggioranza e l’assenza splendente dell’intero gruppo di opposizione». In secondo luogo «questo Comune da sempre si caratterizza per l’assoluta disponibilità al confronto ed al dialogo con le forze di opposizione tanto è che anche nelle legislature passate, la mia porta è sempre stata aperta ed i rapporti con l’allora minoranza è stata di assoluto rispetto e ascolto. Rimane una circostanza da chiarire: per ascoltare occorre anche capire e sforzarsi di studiare, quanto meno cosa è e come funziona un consiglio comunale. È evidente, non solo alla maggioranza, ma a chiunque abbia avuto la ventura di assistere ad un consiglio comunale, che lo studio, l'umiltà di accostarsi a comprendere non sia dote che spicca in chi accusa sparando affermazioni che definire singolari è atto di grande signorilità». Quanto alla bandiera dell’Anpi, «ricordo che si tratta di una bandiera italiana, stinta, sporca di sudore, terra e forse sangue di quanti, con il loro sacrificio, hanno concesso anche al consigliere Centineo di dire la propria. Definire di “estrema sinistra” una bandiera storica che fa parte del patrimonio storico della nostra Comunità fa sospirare, di rammarico. Ricordo al consigliere Centineo, che sempre in Comune è ospitato un quadro storico dei reduci e combattenti della Guerra del ’15-18 che reca in intestazione la foto dell’allora Capo del Governo Cavaliere Benito Mussolini. Cosa facciamo? Rimuoviamo il quadro, donato anch'esso quale testimonianza storica?».

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