«Un commissariamento poco comprensibile»
L’ultima parte della lunga e puntigliosa risposta di Tagliani prende spunto dalla famosa durissima e malaugurante lettera di Bonora (la Nuova del 17 novembre 2014) in cui l’ex vice direttore generale...
L’ultima parte della lunga e puntigliosa risposta di Tagliani prende spunto dalla famosa durissima e malaugurante lettera di Bonora (la Nuova del 17 novembre 2014) in cui l’ex vice direttore generale di Carife se la pigliava un po’ anche con il sindaco. La lettera iniziava così: “In questi ultimi mesi a parte qualche comparsata dei vari Maiarelli, Roncarati, il sindaco (a giochi fatti) e pochi altri, la Cassa è entrata nel limbo è entrata nel limbo per poi passare, continuando così le cose, nell'inferno della liquidazione coatta». Tagliani sfrutta l’interpellanza di Vitali per rimbeccare a freddo Bonora: «Va anche detto al Bonora che non sempre "picchiare i pugni sul tavolo" va declinato con roboanti dichiarazioni alla stampa, sbandierate di circostanza ed incatenamenti allo scalone». È a questo punto il sindaco esprime tutto il suo stupore per un commissariamento - il cui epilogo è fra 96 giorni - che è arrivato inatteso alla fine del maggio 2013 dopo che era andata straordinariamente bene la ricapitalizzazione da 150 milioni. «La vicenda complessiva del commissariamento - afferma Tagliani - appare infatti poco comprensibile alla luce del ruolo avuto dalla Banca d'Italia negli ultimi sei anni pre-commissariamento ed in particolar modo nella autorizzazione all'ultimo aumento di capitale sociale».
E ancora: «Così come anche nella gestione di questi mesi non tutto appare completamente convincente; proprio per questo, per evitare che picchiare i pugni sul tavolo rischi di mandare in frantumi il medesimo (a danno dei dipendenti e dei risparmiatori), preferiamo avanzare proposte su quei tavoli che sono chiamati ad assumere valutazioni responsabili e coerenti. Certo, c'è il rischio di passare per distratti, ma se volevamo avere folle osannanti era meglio fare la rockstar e non il sindaco».
La richiesta del M5S che il Comune promuova azioni di tutela dei risparmiatori, viene esclusa da Tagliani in punta di diritto («non abbiamo titolo non essendo il Comune socio Carife»)e di sostanza: «La richiesta del M5S, se accolta, comporterebbe non solo e non tanto una sconfitta processuale quanto l'inutile dispendio di denaro pubblico dei cittadini ferraresi». «Più proficuo, intelligente ed importante appare invece il contatto strettissimo» che l’amministrazione comunale ha «con la Fondazione che, da sola, e con l'impegno del suo presidente Riccardo Maiarelli, tiene le fila - nell'interesse di azionisti e dipendenti - di una trattativa difficilissima, in un contesto economico ben noto, muovendosi tra i commissari, il Ministero dell’Economia e Finanze, e la Banca d'Italia». Per Tagliani «le forze politiche sono chiamate a confrontarsi con l'oggi della situazione; non serve inventarsi un ruolo di vendicatori postumi, che la legge ci nega».
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