Armi regalate e non distrutte Nove mesi al maresciallo
COPPARO. Nessun peculato, nessun abuso d’ufficio. Ci fu falsità ideologica in atti pubblici, questo sì, ma non commessa in qualità di pubblico ufficiale ma di privato cittadino. Alla fine per...
COPPARO. Nessun peculato, nessun abuso d’ufficio. Ci fu falsità ideologica in atti pubblici, questo sì, ma non commessa in qualità di pubblico ufficiale ma di privato cittadino. Alla fine per Francesco Degosciu, maresciallo dei carabinieri in pensione, già comandante della stazione di Copparo, il conto con la giustizia si è assestato a 9 mesi e 10 giorni, contro i due anni e mezzo che aveva chiesto l’accusa. L’annosa vicenda delle armi in custodia ai carabinieri regalate ad amici anziché essere distrutte, aveva coinvolto anche l’appuntato Franco Trevisanello, il titolare del ristorante Spiga D’Oro Daniele Bressan e l’ex capo sicurezza della Berco Antonio Migliozzi. Per loro il processo si è concluso con la condanna a 7 mesi e 10 giorni per i primi due (a fronte dei 2 anni chiesti dal pm) e l’assoluzione per Migliozzi, in linea con quanto chiesto dalla procura. A tutti, i giudici Marini, Attinà e Testoni hanno poi concesso la sospensione condizionale e la non menzione.
Le accuse erano scaturite da una segnalazione anonima, secondo la quale il maresciallo e l’appuntato regalavano agli amici le armi date in custodia da terzi ai carabinieri perché venissero distrutte. I successivi accertamenti del reparto investigativo dei carabinieri avevano accertato la cessione delle armi (una ventina di pezzi), ma senza rilevare l’ipotizzato (sempre secondo la segnalazione anonima) scambio di favori.
La procura aveva contestato i reati di abuso d’ufficio, falso e peculato. Da parte loro le difese (Bissi, Veronesi, Facchini e Bova) avevano insistito sull’assenza del danno pubblico, condizione necessaria alla contestazione del peculato. Anzi, venne sottolineato che lo smaltimento delle armi sarebbe risultato molto più oneroso per l’amministrazione pubblica. Al termine della sua requisitoria, il pm Proto aveva chiesto la condanna a 2 anni e mezzo per Degosciu, 2 per Trevisanello e Bressan e l’assoluzione per Migliozzi. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.
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