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Crac Cmr, gli ex dirigenti vogliono patteggiare

Crac Cmr, gli ex dirigenti vogliono patteggiare

La procura ha chiesto di interrogarli in incidente probatorio. Ammesse le parti civili

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Tre dei dodici imputati per il crac della Cmr hanno chiesto di patteggiare: si tratta dell’ex direttore generale Bruno Caravita e degli ex dirigenti Giorgio Camiletti e Lauro Capisani. Nel corso dell’udienza preliminare la procura (ieri rappresentata dal pm Tittaferrante) ha formalizzato al giudice la richiesta di procedere con un incidente probatorio per “congelare” le dichiarazioni dei tre imputati. Il giudice Tassoni ha quindi concesso ai legali i termini a difesa e rinviato al 28 febbraio per decidere se accogliere la richiesta della procura. In caso positivo, i tre imputati saranno sottoposti a interrogatorio nel corso dell’udienza. Capisani (difeso dal’avvocato Carmelo Marcello) e Camiletti (avvocato Trombetti) nel corso delle indagini preliminari avevano già reso dichiarazioni in più occasioni agli inquirenti. Capisani in particolare, replicando all’accusa di bancarotta preferenziale, ha sottolineato che i pagamenti contestati rappresentavano in realtà la compensazione rispetto a crediti nei confronti dei fornitori, secondo una prassi diffusa.

A parere di procura e Finanza, nvece, i dirigenti avrebbero deliberatamente svenduto e dilapidato il patrimonio della Cmr, che stava collassando, favorendo alcuni imprenditori a scapito di altri creditori e creando un ammanco di 100 milioni ai danni di 300 creditori. Ieri le curatele di Cmr e Serco sono state ammesse tra le parti civili. Oltre a Caravita, Capisani e Camiletti, 9 imprenditori sono imputati per reati correlati al fallimento della cooperativa: Paolo Conforti, Carlo Fossati, Maria Giulia Scozzoli, Gianni Fabbri, Piero Cecchini, Romolo Rago, Sabato Nocerino, Natalina Perri, e Attilio Gardelli. (a.m.)

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