Ferrara a luci rosse La destra si scontra sulla zona del sesso
Forza Italia chiede al sindaco un progetto sul problema Spath (FdI) liquida la proposta come «operazione ipocrita»
Tutto era partito dalla fotografia della prostituzione ferrarese, scattata durante un incontro-dibattito sul problema: a Ferrara sono 2600 le presenze (postazioni, indicate burocraticamente dagli addetti ai lavori) di prostitute nel 2013, tra Gad, via Bologna, Wagner e zona industriale. Quindi, il Gruppo di Forza Italia, con Paola Peruffo in prima fila perchè presente all’incontro, aveva chiesto fatti e non parole: da qui la presentazione di una mozione in consiglio comunale affinchè Giunta e sindaco si impegnino a pensare ad un progetto e a iniziative per «contenere il fenomemo della prostituzione in città». La proposta di Forza Italia era stata quella di una zona del sesso, come in altre città (Mestre e Roma, gli esempi citati) dove concentrare, di fatto, problema e controlli. Mozione sulla quale il sindaco Tagliani e la sua giunta non si sono ancora espressi. Lo fa, invece, polemizzando in modo diretto il consigliere Paolo Spath (Fratelli d’Italia) innescando uno scontro a destra sulla Ferrara a luci rosse, bollando la proposta di un quartiere del sesso «come operazione ipocrita». Quindi, un problema non solo di ordine pubblico (il blitz della scorsa sera con la polizia concentrata a monitorare le presenze delle ragazze), ora anche di visione politica contrapposta, con uno scontro a destra che si preannuncia aspro. «Come avevano ammesso i relatori che hanno presentato i dati - spiegava nei giorni scorsi Paola Peruffo - questo è problema difficile da affrontare come hanno ammesso gli stessi relatori, bisogna trovare strumenti per contenerlo perchè debellarlo è impossibile». Replica a distanza, di giorni, Spath motivando la sua contrarietà: «E’ giusto approcciarsi al problema in modo pragmatico, senza cadere in retorici moralismi ma senza neppure scivolare su posizioni ipocrite». Sì ai controlli, dunque, per Spath, per contrastare « forme di degrado e di sfruttamento vero e proprio». E sì nel dare strumenti nuovi alle forze dell’ordine per affrontare il fenomeno, ma «non vorremmo - spiega Spath - che questo "controllo" diventasse la scusa per istituire un quartiere a luci rosse a Ferrara».
«Su questo terreno - dichiara perentorio - noi saremo sempre contrari, è pura ipocrisia delocalizzare la compravendita del sesso, non comporta vantaggi, è solo ghettizzazione simile a quella che in città si sta realizzando nella Gad con immigrati, specie africani». Restano gli interrogativi che Spath pone a Forza Italia: dove collocare il quartiere a luci rosse? Nel quartiere di residenza di Fornasini, Anselmi, Peruffo, Zardi? Bella domanda: la stessa cui potranno rispondere i nostri lettori.
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