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Minelli: criticità per il personale

Ospedale, si cambia Perplessa la Fp Cgil

Ospedale, si cambia Perplessa la Fp Cgil

CENTO. Un’altra riorganizzazione in vista al Santissima Annunziata di Cento. Ma la Fp Cgil esprime perplessità dopo aver ricevuto, come le altre organizzazioni sindacali, «una informativa lacunosa e...

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CENTO. Un’altra riorganizzazione in vista al Santissima Annunziata di Cento. Ma la Fp Cgil esprime perplessità dopo aver ricevuto, come le altre organizzazioni sindacali, «una informativa lacunosa e poco comprensibile, la quale - spiega Luca Minelli - responsabile Fp Cgil per l’ospedale centese - definisce un’ulteriore riorganizzazione con l'aggiunta di un settore e di conseguenza la ridistribuzione di posti letto e una nuova pianificazione del lavoro per il personale dell’Area interessata». Minelli ricorda come a fine 2013 si sono unite le Unità operative di medicina e cardiologia dando vita «all’Area medica (67 posti letto). In questo periodo il personale è stato integrato tra i diversi settori, ma nonostante sia stata fatta formazione agli operatori, ancora oggi risulta difficile gestire, per tutti, le varie criticità cliniche». Da qui la Fp Cgil chiede «se la direzione abbia fatto una valutazione approfondita di questa nuova organizzazione, in quanto, il personale in servizio è insufficiente per rendere sostenibile la proposta, senza tener conto che i nuovi piani di lavoro sono molto lontani dall'essere pronti. Le unità infermieristiche necessarie per riorganizzare sono 42, mentre al momento effettivi in servizio sono 39 operatori: 2 infermiere sono in congedo per maternità e un'altra unità è assente per una lunga malattia, inoltre alcune lavoratrici hanno delle prescrizioni e sono esenti nel svolgere mansioni che potrebbero danneggiare ulteriormente la loro salute e dispensate dal turno notturno». Il sindacato teme che «si voglia riorganizzare senza una precisa idea dei percorsi clinico-organizzativi da mettere in atto». Altra nota negativa, per Minelli, «è la mancanza del turno di lavoro», con gli operatori che non sono in grado di organizzare «né la loro vita lavorativa e nemmeno quella privata, trovandosi in turno anche per 7/8 giorni di seguito». Evidenziando come «gli operatori in queste "fusioni" sono trattati come delle pedine», mettendo a repentaglio «la loro professionalità nella cura del paziente», La Fp Cgil chiederà «nei prossimi giorni un incontro con la direzione per capire se questa riorganizzazione vuole andare avanti o se è il caso di rifare alcune valutazioni discutendone anche con chi ogni giorno lavora nell’area medica».

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