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delegazione ferrarese a gonzaga

Bracconaggio e sicurezza dei canali

Bracconaggio e sicurezza dei canali

OSTELLATO. “Bracconaggio e Sicurezza la vera emergenza delle acque italiane”. È questo il tema della conferenza più importante mai organizzata in Italia alla ricerca della soluzione del dramma che...

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OSTELLATO. “Bracconaggio e Sicurezza la vera emergenza delle acque italiane”. È questo il tema della conferenza più importante mai organizzata in Italia alla ricerca della soluzione del dramma che stanno vivendo le nostre acque. Avrà luogo oggi a Gonzaga (Mn) in occasione di CarpItaly. Tra i relatori diversi esponenti ferraresi dal capogruppo della Lega in con siglio regionale, Alan Fabbri, al sindaco di Ostellato, Andrea Marchi, ed ancora Claudio Castagnoli, comandante della Polizia Provinciale di Ferrara e Alessandro Benini vice presidente Arci Pesca di Ferrara. «La pesca abusiva nei nostri canali è una piaga da debellare subito - afferma il sindaco ostellatese Andrea Marchi - e con strumenti efficaci. Diamo seguito al lavoro di questi mesi, fatto di controlli e sollecitazioni anche a livello prefettizio perchè il problema non sia "semplicemente" un saccheggio di pesce, ma si comprenda che è un danno all'economia, all'ambiente e un fenomeno di ordine pubblico. Sono convinto che insieme sia possibile risolvere questa drammatica questione». Ogni settimana, si calcola che vengano pescati una ventina di quintali di pesce da parte dei cosidetti predoni del Po. I pesci, quali carpe, siluri, ma non solo, hanno un mercato piuttosto redditizio in alcuni Paesi dell’Est, quali Romania e Ungheria. Proprio per questo qualche anno fa è sorto il bracconaggio, un fenomeno da molte parti che all’inizio è stato sottovalutato. Solo a cavallo delle provine di Mantova, Rovigo e Ferrara sarebbero circa 150-200 i pescatori di frodo con otto bande he nsi spartiscono i luoghi dove agire ed il bottino. Una criminalità organizzata capace di pescare e portare nei Paesi dell’Est circa venti quintali di pescato a settimana. Anche cittadini italiani sarebbero finiti nell’organizzazione che vanta capisaldi anche dalle nostre parti.. Un giro d’affari quantificato in svariate centinaia di migliaia di euro con evidenti rischi soprattutto per la salute dei consumatori visto che il pesce immesso clandestinamente sui mercati potrebbe essere inquinato.

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