Sprofondo Rosso Nel 2014 perduti 1.200 posti di lavoro
Incontro tra Govoni (Camera Commercio), Atti e Lodi (Cgil) La disoccupazione è salita al 14,2%, il dato più alto del Nord
CENTO. Nel Ferrarese altri 1.200 posti di lavoro persi nel 2014, un tasso di disoccupazione del 14,2 per cento che è il più alto del nord Italia, in più aziende chiuse i cui lavoratori non riescono a rientrare nel mondo del lavoro e un allarme: la criminalità organizzata sta assumendo connotati preoccupanti in Regione. Sono alcuni dei dati emersi da “Sprofondo Rosso”, incontro-dibattito sul lavoro “che non c’è”, organizzato da Cento in Movimento. Nella sala della Fondazione Zanandrea sono intervenuti Raffaele Atti (segretario generale della Cgil provinciale), Samuele Lodi(segretario Fiom Cgil provinciale) e Paolo Govoni, presidente Camera di Commercio di Ferrara. Tra il pubblico, che si attendeva più numeroso, diversi dipendenti dell'ex Oerlikon ancora in attesa di ricollocazione. Assenti, seppur invitate, le istituzioni. Per Cento in Movimento, Alessandro Ciucci, ha ricordato come «il tasso di disoccupazione del Ferrarese è quasi il doppio della media regionale (8,5%) e la variazione del tasso di disoccupazione è la maggiore a livello nazionale dal 2007 al 2013». E citando l’Osservatorio provinciale «i posti di lavoro aggiuntivi necessari per ripristinare l’equilibrio occupazionale pre-crisi sono 7.159. Nel comune di Ferrara 2.278 posti, poi Cento (1.631) e Comacchio (727). Dati che confermano che la politica è stata ed è assente». Raffaele Atti ha poi evidenziato come si stimi che «delle 3.500 persone che a fine anno erano interessate da procedure di mobilità o in cassa integrazione, almeno la metà non avranno risoluzione positiva». Una situazione che secondo l'Osservatorio della Cgil non potrà che peggiorare, con «segnali di cedimento di altre strutture produttive, soprattutto dalla costa a Ferrara». Da qui la necessità, secondo Atti, di «mettere in campo una terapia d'urto», mentre il Jobs Act: «non darà risposte, anzi». Portando ad esempio la crisi dello stabilimento dell'Oerlikon, Samuele Lodi ha elencato i fattori decisivi, a partire dal comportamento delle multinazionali proprietarie nella gestione delle crisi aziendali, di una vicenda che s'intreccia, tra il 2012 e il 2013, con Vm Motori (con accordi istituzionali prima, sindacali poi, che prevedevano l'assunzione di 285 lavoratori, provenienti anche da aziende in crisi del territorio, tra cui Oerlikon) fin quando Fiat non diventa proprietaria di Vm, «esce da Unindustria Ferrara, e cancella contrattazione aziendale e accordi. Un passaggio avvenuto nel silenzio di istituzioni e politica». Una situazione drammatica, rimarcata anche dagli ex dipendenti in sala. Nel sottolineare il ruolo della Camera di Commercio, il presidente Paolo Govoni ha evidenziato come le priorità siano «il confronto sul credito e il sostegno a un'economia in forte difficoltà: sulla promozione e sui bandi, quest'anno investiamo 3,5milioni di euro». Per Govoni, un altro problema all'orizzonte, la presenza della criminalità organizzata in regione: «Due giorni fa, l'incontro con la Commissione parlamentare antimafia che ha dato una dimensione del fenomeno preoccupante. I dati di fallimento peggiorano, e i segnali di ripresa sono molto deboli, servono scelte, progettualità e investimenti».(be.ba.)
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