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Un bluff che ha tenuto grazie alla fiducia

Un bluff che ha tenuto grazie alla fiducia

Mazzoni era diventato un amico di famiglia per molti clienti, invitato a pranzo e ai matrimoni

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In aula non c’era, non si è mai presentato nemmeno all’udienza preliminare. Quella che era diventata una figura quasi familiare per centinaia di clienti, da due anni si è trasformato in un’amara leggenda. È dal 1º febbraio 2013 che Raffaele Mazzoni è irreperibile, ma prima ancora della rabbia, il suo tradimento ha provocato una profonda incredulità. Ieri le parti civili, gli ex clienti che hanno visto i loro risparmi volatilizzarsi nel gioco di scatole cinesi di Mazzoni, si facevano scudo l’un l’altro in attesa di essere convocati davanti al giudice per la loro deposizione. Poca la voglia di parlare. Ma nel febbraio di due anni fa, all’indomani della fuga di Mazzoni, quando si erano dati convegno alla rotonda della fontana di Jolanda di Savoia, i loro sfoghi erano stati quasi difficili da contenere. Perché, come ripetevano a più voci, Mazzoni per molti di loro era più di un consulente finanziario, ma un amico di famiglia, qualcuno da invitare al matrimonio o alla comunione dei bambini. In vent’anni Mazzoni era riuscito a costruirsi una reputazione di serietà e affidabilità che gli aveva permesso di moltiplicare in modo esponenziale i suoi clienti, forte di un passaparola alimentato dall’apparente successo dei suoi investimenti a tasso vantaggioso. Ma non “impossibile”, come è emerso ieri ascoltando le prime parti civili: il 7% lordo, pari a circa il 6,5 di guadagno netto. Ci tengono a sottolinearlo, a non passare per quelli che si sono lasciati incantare da chissà quali ambizioni di ricchezza. E il danno è stato anche affettivo. Lo è stato per chi, come la signora Irene, aveva raccontato che appena dieci giorni prima di sparire Mazzoni era stato a pranzo a casa sua e aveva partecipato al matrimonio del fratello. Lo è stato per chi, come un cugino di Mazzoni, ci ha rimesso fino all’ultimo centesimo ed è stato derubato di cinquant’anni di lavoro. Un’altra signora, disperata, riferiva di essere stata costretta a togliere la mamma dalla casa di riposo perché non erano rimasti nemmeno i soldi per pagare le bollette, figuriamoci la retta. E se la situazione nel 2013 era diventata ingovernabile fino a scoperchiare lo spaventoso ammanco, la fiducia totale degli ex clienti ha certo contribuito a prolungare il bluff fino all’ultimo giorno utile. Lo hanno confermato anche le testimonianze di ieri: era Mazzoni ad accentrare la gestione del risparmio, facendo da cuscinetto tra i suoi clienti e Mediolanum e tenendoli lontani da verifiche dirette. Perché per loro Mazzoni era la banca. Una banca viaggiante che ha finito per prendere il largo.(a.m.)

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