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Zona a luci rosse? La politica non decide

Prostituzione di strada
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Prostituzione di strada

Peruffo (Fi) a Spath (Fdi): vergognosa manipolazione. L’assessore comunale chiama a raccolta comitati e forze dell’ordine. Centro salute donne: non siamo contrari allo zoning. Tuona la Sav

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Su come affrontare i problemi creati nelle città e nei quartieri dall’attività di prostituzione si litiga da sempre e non c’è quindi da sorprendersi se a pensarla in modo diverso sono due esponenti che militano nella stessa parte politica, il centrodestra: Paolo Spath (Fdi) e Paola Peruffo (Forza Italia). L’ultima scintilla è stata innescata dalla proposta di istituire una sorta di zona controllata alla periferia della capitale. Uno scenario realizzabile anche a Ferrara? Piano, commenta Paola Peruffo. «Le dichiarazioni di Spath - interviene - sono il risultato di una vergognosa manipolazione su un fenomeno tanto grave come è la prostituzione. Nel mio intervento ho rimarcato la necessità di portare la discussione in consiglio comunale dove sono presenti tutte le forze politiche per dare seguito ad un vero confronto mettendo sul tavolo progetti concreti, mentre nessuna ipotesi di quartiere a luci rosse è stata avanzata».

«Lo scorso 5 febbraio - ricorda l'assessore ai Servizi Sociali Chiara Sapigni - durante uno degli incontri programmati sulla prostituzione al quale era presente anche Paola Peruffo, hanno parlato diverse persone ed è emersa anche l'idea di creare una "zonizzazione" ovvero un’area cittadina dove concentrare le ragazze che svolgono questa professione, che non sia troppo isolata e sia ben illuminata così da salvaguardare la loro sicurezza».

La prostituzione non è reato, sottolinea l’assessore precisando che fino ad oggi «non è stata ancora individuata nessuna zona. I numeri di altre città come Mestre, dove è gia in atto lo " zoning", e Roma dove si vuole proporlo, sono completamente diversi dai nostri che riguardano una media di 30-40 ragazze per sera quindi va affrontato localmente. Non basta spostare il ‘disturbo’ da una strada all'altra per non averle più sotto le proprie finestre. La questione va affrontata col contributo dei comitati, delle Unità di strada, delle forze dell'ordine per evitare gli effetti negativi di decisioni troppo frettolose».

Maria Grazia Lonzi, coordinatrice per il Centro Salute Donna dei progetti "Oltre la strada", "Luna blù" e "Prostituzione invisibile", conosce dati ed evoluzione del fenomeno in città. «Noi abbiamo un contatto costante con le ragazze - riferisce - che solitamente si trovano sul percorso Stazione, via S. Giacomo, via Bologna, via Wagner e via Veneziani. Luoghi decentrati dove le prostitute si sono spostate spontaneamente preferendo le periferie; questo anche grazie all'attento lavoro di mediazione svolto dalle operatrici. Sono rimaste alcune presenze in piazzale Castellina e via S. Giacomo ma sono 4-5 ragazze, anche se capisco che possono comunque dare fastidio alla sensibilità dei residenti». Sullo "zoning" - prosegue Lonzi - cioè « la concentrazione non obbligatoria adottata a Mestre che ha dato effettivamente alcuni risultati, a priori non siamo contrari, perché potrebbe facilitare ulteriormente i nostri controlli sanitari, ma auspichiamo campagne informative che coinvolgano anche i clienti perché le ragazze si spostano a seconda del maggior numero di richieste». Contrario invece alla zonizzazione è il parere della presidente del Sav Maria Chiara Lega che lo ritiene un ritorno a prima della Legge Merlin: "Le leggi ci sono. Basterebbe applicarle".

Margherita Goberti

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