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La rinascita del mercato coperto

La rinascita del mercato coperto

A breve il bando per la gestione dello spazio pubblico, un contenitore per cultura e commercio

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La Ferrara che non c’è più e quella che verrà. Passando per il presente. Sono viaggi nel tempo, oltre che nello spazio urbano, i “percorsi democratici di conoscenza” organizzati dal circolo Pd Centro Storico e che ieri - secondo dei tre sabati in programma - hanno toccato il Mercato Coperto di Santo Stefano, via Boccacanale e piazza Cortevecchia. Al termine dell’incontro preparatorio nella sede di via Frizzi del circolo, l’assessore all’Urbanistica Roberta Fusari e il consigliere Vito Guzzinati hanno accompagnato i partecipanti alla scoperta dei luoghi cittadini che da “brutti anatroccoli” aspettano di trasformarsi in splendidi cigni. È il caso, appunto, del Mercato Coperto, dimezzato dal drastico calo di banchi vendita ma ricco di potenzialità ancora inespresse. A dar loro voce potrebbe essere il bando, che uscirà a breve, per individuare il soggetto in grado di gestire un contenitore di grande fascino architettonico e con tutti i numeri per diventare un patrimonio collettivo per la città. L’idea, secondo il progetto appena approvato dalla Giunta, è quello di realizzare un acceleratore urbano per imprese culturali creative e filiere produttive di pregio. In altre parole, valorizzare le attività commerciali esistenti e abbinarle a iniziative culturali, sul modello di esperienze già maturate a Bologna (il Mercato di Mezzo) o a Milano.

Essere patrimonio Unesco, come è Ferrara, non è solo un onore ma anche uno stimolante onere. Quello di impiegare gli strumenti urbanistici (il piano operativo comunale, il regolamento urbanistico edilizio o il piano strutturale comunale) per individuare strategie capaci di recuperare e valorizzare gli edifici pubblici. Oltre al Mercato Coperto, un altro esempio di questa “missione” è costituito dal complesso dell’ex Enel con gli edifici che, da Boccacanale Santo Stefano, si affacciano su via Borgoricco e piazza St.Etienne. Incluso nel Poc, il complesso può conoscere una seconda vita con una sinergia tra amministrazione pubblica e privati. La stessa che può costituire la premessa per il recupero di un altro luogo “dormiente” della città, l’ex cinema Ristori, da anni in attesa di trasformarsi in un complesso residenziale e commerciale con l’inclusione di uno spazio per iniziative pubbliche.

Ultima tappa del percorso, piazza Cortevecchia, oggi utilizzata come parcheggio ma con un passato denso di storia: il Diurno (i bagni pubblici) e la caserma dei pompieri sorti nel 1884 e abbattuti negli anni Trenta per far posto al mercato del pesce progettato dall’ingegnere del Comune Carlo Savonuzzi. L’idea è quella di mantenere nell’area un parcheggio a sosta rapida e ristrutturare il complesso con la collaborazione di imprenditori privati. Il tutto in un’ottica partecipata, secondo il modello dell’Urban Center finalizzato al confronto con i residenti per far convivere funzionalità diverse e appianare i conflitti. Prossimo appuntamento (ore 9, via Frizzi 19) il 28 febbraio con la Ferrara del Novecento e l’area di piazzetta S.Anna. (a.m.)

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