Metro, ditta contro Fer: il progetto è incompleto
La versione Acmar: siamo stati noi a risolvere il contratto e ora vogliamo i danni Il fermo dei lavori in questi anni? «Il sisma non c’entra, le norme sono del 2003»
FERRARA. S’ingarbuglia ulteriormente la vicenda del cantiere infinito del tunnel ferroviario in via Bologna. Appena qualche giorno fa la Fer, annunciando la volontà di risolvere il contratto con l’Acmar a seguito del rifiuto dell’azienda di riavviare i lavori dopo un lungo stop comprendente il terremoto, aveva espresso la convinzione di ripartire con il cantiere nel giro di qualche mese. Ieri è però arrivata la replica della coop che prefigura una lunga battaglia legale anche se, paradossalmente, la ripresa dei lavori potrebbe avvenire anche prima del previsto, in caso avessero ragione i ravennati.
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Solo, bisognerebbe trovare un bel po’ di soldi pubblici da versare all’Acmar. Nel corso dell’incontro del 24 dicembre, è la versione ravennate affidata ad una nota del presidente Alfredo Zaccaria, «la Fer ha sottoposto ad Acmar un progetto di variante che, a nostro parere, risulta tuttavia ancora carente ed incompleto dal punto di vista tecnico, economico ed amministrativo, circostanza che ha costretto l’impresa Acmar a dar seguito alla diffida (inviata il 9 dicembre, ndr) comunicando, lo stesso 24 dicembre, l’intervenuta risoluzione contrattuale per grave inadempimento della Fer. Ora Fer - continua Zaccaria - pretende di adottare un provvedimento di risoluzione contrattuale, in danno di Acmar, di un contratto già risolto per suo inadempimento lo scorso 24 dicembre 2014, in modo del tutto strumentale e pur consapevole del fatto che il progetto di variante non risponde ai canoni di legge ed è ancora da completare».
Alla ripresa dei lavori «osta, perciò, solo l’assenza di un vero progetto e le difficoltà di Acmar non sono altro che quelle comuni, purtroppo, a tutto il settore delle costruzioni».
La ricostruzione ravennate degli ultimi anni di stop non combacia con quella Fer. «Acmar è subentrata a Btp nell’esecuzione dei lavori della metro della città di Ferrara l’1 novembre 2011, quando i lavori erano già praticamente fermi e con la rassicurazione da parte di Fer che la ripresa sarebbe stata imminente ed il progetto di variante dei lavori pressoché completato». Il terremoto non c’entra, dunque, «tanto più che le norme relative all’adeguamento sismico risalgono prima al 2003 e poi al gennaio 2008». Acmar lamenta insomma di essere stata danneggiata da «tre anni di attesa, la permanente presenza sul cantiere atta a soddisfare le richieste di Fer, che preannunciava l’imminente ripresa dei lavori. Mai stati messi nelle condizioni di poter operare».
I ravennati ribaltano la frittata, sostenendo che proprio «l’impossibilità di realizzare i lavori della metropolitana di Ferrara sta pesantemente contribuendo a mettere a rischio di mantenimento» la sua forza lavoro, e avvertono la Fer: «Se adottasse un dannoso provvedimento risolutorio a danno di Acmar, aggiungendo danni ai danni, non esiteremo a porre in essere tutte le azioni a nostra tutela"
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