La Nuova Ferrara

Ferrara

Irene ciambezi dell’associazione GiovannI XXIII

«No a quartieri a luci rosse, multiamo i clienti»

«No a quartieri a luci rosse, multiamo i clienti»

Le zone del sesso non servono: così aumentano le ragazze, la criminalità e le malattie

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«No alla legalizzazione della schiavitù. Multiamo i clienti»: nel dibattito sulla possibilità di creare una zona aperta alla prostituzione in città, interviene l’associazione Papa Giovanni XXIII che nel merito si esprime con un no inequivocabile. «In queste settimane sto girando l’Italia per presentare un’alternativa seria al quartiere a luci rosse che già a Roma il Parlamento ha bloccato - dice Irene Ciambezi, referente dell’unità di strada di Ferrara e Comacchio, per l’associazione fondata da don Oreste Benzi - l’unico modo per aiutare davvero le donne vittime della tratta è quello di debellare il fenomeno inaccettabile della prostituzione: i clienti sono di fatto primi sfruttatori e in secondo luogo finanziatori del racket».

Vengono elencati poi sette ragioni per non istituire zone di tolleranza simili alla proposta romana. Il primo: «Regolamentare la prostituzione aumenta la domanda di vittime di tratta. Infatti il 75-80% delle donne presenti nei bordelli olandesi e tedeschi, paesi in cui la prostituzione è legalizzata, è stata trafficata contro la loro volontà».

Poi la regolamentazione renderebbe molto più difficile identificare le vittime; non permetterebbe la repressione della tratta punendo gli sfruttatori, «in quanto è un ottimo scudo dietro cui i trafficanti si possono mascherare»; non aumenterebbe le entrate statali provenienti dalla tassazione ma piuttosto il mercato nero; non ridurrebbe gli abusi nei confronti delle donne («il 60% delle prostitute che operano nei Paesi Bassi hanno subito violenza fisica, mentre il 40% delle stesse ha dichiarato di aver subito violenza sessuale»). Soprattutto, ultimo ma non ultimo, non aumenterebbe la sicurezza sanitaria delle donne che si prostituiscono e crescerebbero i costi sociali per l’aumento della diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili nella popolazione. (f.t.)

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