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Via libera ai neodirettori

Via libera ai neodirettori

Tagliani non si oppone a Carradori e Bardasi, nomine già domani. Incognite sull’Area vasta bolognese

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FERRARA. Sembrano non esserci più ostacoli alla nomina di Tiziano Carradori e Paola Bardasi, rispettivamente, a direttore generale dell’Azienda S.Anna e dell’Asl, e probabilmente già domani ci sarà l’ufficializzazione da parte della Regione.

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L’unico che a questo punto potrebbe avanzare obiezioni politiche, cioè il sindaco di Ferrara e presidente della Provincia, Tiziano Tagliani, ieri non ha voluto commentare le indiscrezioni sempre più concrete sulle nomine, nè replicare agli attacchi delle opposizioni (Forza Italia e M5S in particolare), che hanno preso di mira soprattutto Carradori, imputato nell’inchiesta bolognese Hesperia e contrapposto al possibile candidato ferrarese, Edgardo Contato.

«Aspetto il mandato dei direttori per fare commenti» è in sostanza la sua posizione, interpretabile come la volontà di non discutere la persona Carradori (e neppure Bardasi), ma analizzare la compatibilità tra il mandato affidato dalla Regione e i piani della Conferenza sanitaria provinciale.

La battaglia contro lo spostamento a Bologna del centro screening tumori al collo dell’utero, poi vincente, aveva visto le istituzioni ferraresi contrapporsi proprio a Carradori, nelle vesti di direttore della sanità regionale; in generale, il tema dell’area vasta e della rischiosa fusione con la sanità bolognese sarà al centro dell’azione dei manager sanitari. Ci potrebbero essere però sorprese su questi punti. È bene ricordare che il parere della Conferenza non è vincolante, mentre lo è, per il S.Anna, quello del rettore.

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L’interpretazione più negativa viene dall’ex assessore Rossella Zadro (Cd), «l’area vasta vedrà impoverire ospedali, territori, formazione e università, a vantaggio di Bologna. C’è del lavoro da fare, tagli, soppressioni, scippi di eccellenze per portarle a Bologna. Carradori lo farebbe? Poveri noi e povera Ferrara».

Zadro individua poi un conflitto d’interesse con la posizione di Carradori nel cda di Lepida, la società regionale che controlla l’informatizzazione. Critiche a Bonaccini, agli amministratori locali ma anche all’opposizione («chiediamo loro di non fare le belle statuine, pensando alle cose serie») arrivano da Michele de Palo, dell’associazione Liberadestra.

Articolata la posizione di Giovanni Gelli, rappresentante del Comitato San Camillo: sulle nomine «si dovrebbe andare verso l’unificazione delle due aziende sanitarie», quindi sarebbe meglio nominare «un direttore “centrale” a Cona e un o “satellite” nel territorio».

Ma il vero obiettivo strategico per la sostenibilità economica sarebbe «condividere l’idea del nuovo assessore regionale, dr. Venturi, per cui, fermo restando la centralità del servizio pubblico quale garanzia di qualità delle prestazioni erogate, occorre ragionare su come il servizio pubblico possa meglio interagire con il servizio privato».

Gelli ha poi scovato il costo pro capite 2013 dell’Asl comprensivo dei costi per Cona: «Circa 1.985 euro a testa, cioè 2 euro in più rispetto al 2012, e al di sopra della media regionale di ben 174 euro. Nel 2012 il divario era alto ma si attestava sui 137 euro. I costi integrativi per il funzionamento di Cona, dunque, passano da 233 a 238 euro pro capite». (s.c.)

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