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Expo, Ferrara cala un tris d’assi

di Maurizio Barbieri
Expo, Ferrara cala un tris d’assi

Il museo italiano dell’Ebraismo e della Shoah, cicloturismo la mostra Boldini in Castello sono le carte da giocare

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FERRARA. Provincia, Comune e Camera di Commercio sono al lavoro già dallo scorso anno per mettere in campo progetti per valorizzare il territorio estense per Expo Milano 2015. Sono tre i grandi progetti su cui le istituzioni puntano per attrarre turismo: Ebraismo (in particolare iniziative di presentazione del Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah i cui cantieri saranno operativi nel periodo di Expo), cicloturismo (nel cui ambito il progetto VenTo, ciclabile Venezia-Torino, è stato individuato dal Governo come uno dei progetti principali di Expo 2015) e la mostra Boldini in Castello, con l'esposizione dei capolavori dell'artista ferrarese del periodo moderno più conosciuto al mondo. Nell’ambito della valorizzazione del territorio, rientra il progetto Ferrara Terra e Acqua: una serie di attività per porre a sistema le eccellenze del territorio della provincia di Ferrara, con il sostegno di tutti i livelli istituzionali coinvolti per lo sviluppo dei rapporti commerciali delle imprese del settore turistico ed agroalimentare, nell’ottica dell’internazionalizzazione.Il progetto è stato sviluppato dalla Provincia di Ferrara, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna. A Ferrara, 3 imprenditori su 5 visiteranno sicuramente EXPO 2015, convinti che possa rappresentare un’opportunità di business. A questi si aggiunge il 36% delle imprese che si dimostra comunque interessato all’evento, anche se non ha ancora identificato i benefici diretti per la propria attività. Sono i risultati di un’indagine condotta dalla Camera di Commercio di Ferrara, che sostiene, anche finanziariamente, i progetti in grado di favorire attività di incoming commerciale e turistico e incoraggiare collaborazioni. Nell’ambito di Visioni Italiane, festival che vuole dare “un palco” ai migliori registi indipendenti, verranno lanciati due nuovi siti, “Cinema Emilia-Romagna” e “Cineturismo Emilia-Romagna”, dedicati, l’uno, ai narratori di storie emergenti, e l’altro, a quei film, girati in Emilia-Romagna, divenuti riferimenti per la nostra educazione sentimentale, raccolti in un database per l’appassionato che voglia visitare – virtualmente o realmente –il territorio attraverso le suggestioni che ha regalato il cinema dei grandi maestri emiliano-romagnoli, da Fellini a Antonioni, da Bertolucci a Bellocchio. Il festival Visioni Italiane e il documentario “Le radici dei sogni. L’Emilia-Romagna tra cinema e paesaggio” sono stati presentati alla presenza dell’assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna Massimo Mezzetti.

«Stiamo lavorando per costruire un progetto – ha anticipato l’assessore Mezzetti – che parta dalle radici dell’originalità del cinema in Emilia-Romagna, un territorio che ha dato i natali ad alcuni dei mostri sacri del cinema mondiale e che oggi deve rappresentare la storia ma anche il presente. In questo progetto convergono le iniziative promozionali ma anche la normativa regionale a sostegno del settore. Così come con la creazione dei due siti dedicati, virtuale e sostanziale si fondono in questo progetto in grande stile che vorremmo dispiegare già in occasione dell’imminente Expo”.ra imprese. Fiumane, spettacoli di commedia dell’arte da Mantova a Ferrara sul fiume Po, 15 soste serali. Nove attori, diretti da Fabio Mangolini, scenderanno da Mantova a Ferrara lungo il Mincio e il Po a bordo della motonave “Nena” presentando ogni sera, per quindici sere, uno spettacolo di Commedia dell’Arte negli approdi rivieraschi: Mantova, Governolo, San Benedetto Po, Revere, Ostiglia, Sermide, Bergantino, Castelmassa, Stellata, Ficarolo, Stienta, Occhiobello , Pontelagoscuro e Ferrara. Non a caso il personaggio del Dottore, quale specifico contributo ferrarese alla lingua dell’Arte, prenderà il nome di Gratian Furbson (o Furbeson) da Francolino, facendo riferimento alla località portuale da cui partivano le barche dirette a Venezia: l’onomastica dei comici professionisti è spesso un vero e proprio cartello segnaletico dei percorsi fluviali o stradali. Le osterie, le stazioni di posta, le locande, le dogane, i porti erano, più delle corti gli osservatori naturali per nutrire l’invenzione viaggiante dei comici

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