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«Appalti Cona, un processo sgonfiato»

«Appalti Cona, un processo sgonfiato»

Prima udienza dedicata alle arringhe difensive: «Emersi rilievi di tipo amministrativo piuttosto che reati penali»

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Un processo «a basso grado di penalità», che nel corso di 19 udienze «ha fatto emergere problemi di carattere amministrativo piuttosto che elementi di reato». Al processo sugli appalti dell’ospedale di Cona ieri la parola è passata alle difese, dopo che la pubblica accusa aveva chiesto condanne per 15 anni per dieci degli 11 imputati. A parlare di processo “sgonfiato” è stato l’avvocato Trombetti, difensore del presidente del Consorzio Prog.Este Ruben Saetti. Prima di entrare nel merito dei capi di imputazione, il legale ha voluto ricordare ai giudici la parabola delle indagini, approdate all’udienza preliminare con un carico di reati che arrivavano fino all’associazione per delinquere, per poi ripiegare - nel caso specifico - al «reato-rifugio dell’abuso d’ufficio». Alla base delle contestazioni al suo assistito, ha proseguito, c’è un’erronea sovrapposizione tra la concessionaria Prog.Este e il Consorzio Cona, esecutore dei lavori, il cui rapporto al contrario è sempre stato regolato dal principio di separatezza, affidando inoltre una delega speciale al direttore del Consorzio Guglielmo Malvezzi. «Saetti è un manager esperto di procedure, e in cantiere non ha messo piede». Fatta questa premessa, il difensore ha rivendicato il fatto che «le opere sono state realizzate a regola d’arte, con rigore etico, e il “rosso” di 12 milioni di euro è ricaduto interamente sul Consorzio Cona: dunque quale vantaggio patrimoniale può essere stato realizzato?».

Ieri è stata anche la giornata della difesa Colombini, della Calcestruzzi spa, l’unico imputato per cui la procura ha chiesto l’assoluzione. Al centro delle accuse, e dei timori dei ferraresi, la qualità e la durabilità del calcestruzzo, considerato che anziché il previsto RCK30 ne è stato utilizzato un altro tipo, l’RCK25. Ma «i contratti di fornitura stipulati da Calcestruzzi S.p.a. con i consorzi Economale e Cona -hanno replicato le difese - prevedevano che il calcestruzzo fosse fornito a prestazione garantita non a composizione richiesta, e contenevano un disciplinare tecnico rispettato anche in relazione alla preventiva consegna al direttore lavori dello studio preliminare delle miscele». Non ci sono elementi che colleghino Colombini al reato contestato di truffa, hanno proseguito i legali, poiché «i contratti sono stati eseguiti dalla zona Emilia-Romagna, con la supervisione del direttore e del servizio tecnologico di zona che hanno definito le ricette del calcestruzzo che doveva essere fornito». La materiale fornito, dunque, « aveva la resistenza e la durabilità previste dal progetto e richieste alla Calcestruzzi per quel che riguarda ’ospedale di Cona non è emerso alcun elemento, come precisato dal consulente del pm, l’ ingegner Masnata, di frode ai danni della stazione appaltante».

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