Due comunità e due sindaci per l’addio all’operaio
Ieri il funerale di Luca Barresi, 33 anni, vittima di un infortunio sul lavoro Abitava a Case Selvatiche di Filo. Il sacerdote: è stata una disgrazia assurda
SAN SAVINO DI FUSIGNANO (RA).
«Tutti dobbiamo lavorare perché le morti bianche non siano invisibili e allora: che si faccia in modo che non succedano più, ognuno nelle proprio responsabilità e io farò la mia parte».
Parole come macigni quelle dette dal sindaco di Fusignano, Nicola Pasi (c'era anche il sindaco di Alfonsine, Mauro Venturi) al termine del funerale di Luca Barresi, 33 anni, l’uomo residente a Case Selvatiche di Filo morto nei giorni scorsi a causa di un infortunio sul lavoro alla Someca, un'azienda di Alfonsine. Un estremo saluto che si è svolto nella piccola chiesa di San Savino, quella frazione di Fusignano, nel Ravennate, dove Luca Barresi è stato cresciuto dal padre Franco e dalla nonna a causa della prematura scomparsa della madre. Una chiesa troppo piccola per accogliere tutti i colleghi di lavoro che ieri non hanno voluto mancare. «Luca era bravo - precisava un compagno nascosto dietro degli occhiali scuri -. Lavorare con Luca era un piacere perché sapeva il fatto suo». «Sì - interrompe una coppia che conoscono Luca fin da bambino -: era proprio un bravo ragazzo che pensava soprattutto alla sua famiglia». Fra i presenti, oltre ai parenti, ci sono anche alcune persone giunte da Filo, dove Luca con la moglie Maria Grazia e la piccola Crystal viveva in una casetta da poco ristrutturata in via Alba Nuova. Durante il rito funebre, il celebrante non ha nascosto la difficoltà di trovare parole appropriate per descrivere il momento di dolore. Un dolore che ha stravolto la moglie Maria Grazia confortata dai parenti, il padre Franco e la nonna. «Un dolore - ha detto ancora il prete - generato dall'assurdità della disgrazia». E prima che le spoglie partissero per la cremazione, a Ravenna, l'addio sul sagrato è tra singhiozzi non contenibili di molti compagni di lavoro soprattutto quando viene posto sulla bara in noce un cuoricino di fiorellini bianchi con su scritto: "Tua figlia". Una bimba di soli tre mesi che non ha più il suo papà a causa «di una morte atroce sul lavoro», come ha ricordato infine il sindaco Pasi.(g.c.)
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