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I compiti a casa di Bardasi e Carradori

I compiti a casa di Bardasi e Carradori

La Regione li ha nominati ieri direttori generali di Asl e Sant’Anna. Dovranno affrontare anche diverse questioni “calde”

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Le previsioni della vigilia, almeno a Ferrara, sono state rispettate. Ieri la giunta regionale ha adottato le delibere di designazione dei quattordici manager (cinque le donne) che guideranno per i prossimi cinque anni le Asl e le aziende ospedaliere del sistema sanitario regionale. Un anno in più rispetto al mandato (scaduto) di Gabriele Rinaldi (Sant’Anna) e Paolo Saltari (Asl), mandato che ora coinciderà con l’intera durata delle legislatura.

Al vertice del polo di Cona andrà il marchigiano Tiziano Carradori, 57 anni, oggi direttore generale dell’assessorato regionale alla Sanità; in via Cassoli la bolognese Paola Bardasi, 51 anni, oggi direttore amministrativo dell’Asl di Ferrara. «La scelta dei nuovi direttori generali è uno dei traguardi che avevo indicato nei primi 100 giorni di governo - ha spiegato il presidente della Regione Stefano Bonaccini - Ogni nuovo direttore è stato scelto in un rapporto di dialogo aperto con istituzioni locali e rappresentanze territoriali (ma a Ferrara qualche frizione c’è stata, ndr)». Un bel risultato, raggiunto «in anticipo lavorando bene, rapidamente, premiando competenze con una giusta dose di rinnovamento», ha concluso Bonaccini. «Abbiamo tenuto conto – ha aggiunto l'assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi - delle qualità professionali e della conoscenza delle realtà aziendali e dei territori. I nuovi direttori non resteranno in carica più di due mandati». L’obiettivo valido per tutti fa un riferimento preciso al «miglioramento sensibile delle modalità di accesso per i cittadini a visite ed esami specialistici, riducendo considerevolmente i tempi di attesa», ha precisato l'assessore. Mentre per quanto riguarda l'ambito amministrativo e organizzativo, Venturi ricorda che «prima di procedere con la razionalizzazione dei servizi assistenziali, le aziende dovranno migliorare l'efficienza gestionale, ovvero procedere a una riorganizzazione dei settori amministrativi, accorpando e centralizzando tutti gli ambiti per i quali è possibile un'integrazione tra realtà aziendali dello stesso territorio». Ora mancano solo un paio di passaggi burocratici (parere ufficiale del rettore e della Conferenza sanitaria territoriale) per la nomina definitiva, l’entrata in servizio dovrebbe scattare l’1 di marzo. È chiara l’intenzione di procedere a una integrazione sempre più serrata tra le due aziende sanitarie, che per legge sono autonome. Negli ultimi tre anni l’esigenza di abbassare i costi gestionali ha portato in provincia alla cancellazione di oltre 300 posti letto, alla chiusura di tre ospedali, alla revisione della rete degli ambulatori territoriali, all’accorpamento di servizi ospedalieri, alla collaborazione funzionale dei quattro ospedali della provincia. A parte le già citate liste d’attesa, oggetto di un piano straordinario di riduzione dei tempi finanziato dalla Regione fino a tutto il 2015, l’azienda Sant’Anna dovrà affrontare il nodo del San Giorgio, centro d’eccellenza della riabilitazione a livello regionale e nazionale. Nelle ultime settimane il direttore uscente, Gabriele Rinaldi, ha iniziato a verificare se e a quali condizioni sarà possibile trasferire l’attività dall’ex Pellegrino al Nuovo Sant’Anna.

In ballo non c’è solo l’aspetto logistico, ma anche la possibilità di riservare una quota maggiore di prestazioni all’attività interna tenendo conto però che il centro San Giorgio è uno dei più grossi produttori di mobilità attiva (quella passiva è uno dei nei della sanità locale). Carradori dovrà anche sciogliere la questione della sosta a pagamento in alcuni parcheggi dell’ospedale di Cona. Altro tema spinoso, il taglio dei punti nascita: all’ospedale del Delta il numero dei parti è sensibilmente inferiore al limite "minimo" di 500 unità/anno e il ministro Lorenzin ha annunciato la prossima chiusura dei servizi con flusso “insufficiente”. Carradori dovrà evitare il conflitto fra Sant'Orsola (Bo) e azienda Sant'Anna sulla futura sede del Centro screening per il tumore al collo dell'utero. Il rettore Pasquale Nappi avrebbe ottenuto su questo punto precise garanzie dalla Regione. Ma in generale è il futuro della Scuola di Medicina che attende risposte ai dubbi e ai timori che si levano da anni al di qua del Reno sulla sua autonomia.

L’Asl dovrà garantire a breve il trasferimento di Cup, Punto Prelievi e Sportello Unico da via Cassoli all’ex Sant’Anna e affrontare la questione Comacchio, dove un’ala dell’ex San Camillo è ancora occupata da rappresentanti dei comitati civici. C’è il piano delle Case delle Salute e degli Ospedali di Comunità da completare e Bondeno non ha ancora nè l’una nè l’altro. Bisogna registrare il trasporto infermi (alla sera l’utenza non deambulante in uscita dal polo di Cona non ha un servizio garantito di rientro a casa). Altro capitolo, le questioni giudiziarie: il processo sugli appalti dell’ex cantiere di Cona, la nuova inchiesta aperta sempre su Cona, il contenzioso civile Sant’Anna-Prog.Este e l’inchiesta giudiziaria a carico del neo-direttore generale del Sant’Anna sul caso-cliniche. (gi.ca.)

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