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Il caso pitbull invade Facebook e sono stati requisiti altri due cani

Il piccolo maneggio dove il 10 febbraio due pitbull hanno ucciso un cavallo
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Il piccolo maneggio dove il 10 febbraio due pitbull hanno ucciso un cavallo

Berra, i padroni del cavallo ucciso: si poteva agire prima, senza fare chiacchiere

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BERRA. Come forse era prevedibile la nota vicenda della cavalla sbranata e uccisa dai 2 pittbul non ha tregua. La cronaca recente ha parlato di un ennesimo sequestro, di 6 cani, a cui questa mattina se ne sono aggiunti altri due, per un totale di 8 cani, attuato nei confronti dei proprietari, sequestro amministrativo adottato dal sindaco Eric Zaghini.

Da qui l'irritazione da parte dei proprietari della cavalla sbranata, non tanto per il sequestro, quanto per le modalità di come si è agito.

«Dopo il danno la beffa - scrive su Facebook il figlio del proprietario del cavallo, sono stanco di sentire chiacchiere, così a 10 giorni dal caso dei cani assassini si decide di entrare in azione e salvare tanti altri cani dai loro aguzzini. Ma ancora una volta rimango deluso, è ancora una volta ci prendono in giro. Sono giorni che tutte le mattine questi proprietari spostano altrove i cuccioli, usando i mezzi pubblici, lasciando un pugno di mosche per l'incursione e, come se non bastasse, cosa fanno? Ne lasciano uno per i bambini (come se fosse lecito maltrattarne uno e 10 no)». Sui tanti commenti spicca anche quello di Filippo Barbieri (solo un caso di omonimia con il vicesindaco del Comune di Berra): «Ho visto anche io qualcuno, il giorno del fatto mentre tornavo a casa dal lavoro alle 19, scendere dal pullman con un cucciolo». (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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