In tanti per l’ultimo saluto alla professoressa Valentini
In tanti ieri mattina hanno voluto dare l’ultimo saluto a Franca Valentini, morta a 69 anni la scorsa settimana dopo una lunga e dolorosa malattia. Professoressa esemplare, è stata una donna che...
In tanti ieri mattina hanno voluto dare l’ultimo saluto a Franca Valentini, morta a 69 anni la scorsa settimana dopo una lunga e dolorosa malattia. Professoressa esemplare, è stata una donna che aveva nella cultura, nella gentilezza e nel garbo le sue doti migliori. Presenti non solo tantissimi residenti di Borgo Punta, il quartiere dove la prof abitava da moltissimi anni, ma anche colleghi, ex studenti e molte persone che in vita l’hanno apprezzata.
Il rito religioso è stato celebrato dal don Lino Faggioli, il parroco della chiesa del Perpetuo Soccorso, che ha ricordato la grande fede di Franca, anche negli ultimi momenti della sofferenza.
È toccato poi a don Andrea Zerbini tracciare un quadro della defunta partendo dal concetto mazzolariano - don Mazzolari è infatti un punto di riferimento imprescindibile per i parrocchiani del Perpetuo Soccorso - del battesimo come ostinazione creativa.
«Franca - ha detto don Andrea - ha dimostrato di coltivare questa ostinazione creativa soprattutto con la pazienza». Ha citato anche la lettura del libro di Emilio Lussu sulla prima guerra mondiale e sui massacri nell’altopiano di Asiago spiegando che anche per Franca gli ultimi tempi sono stati come per quei soldati mandati a morire.
Al termine i numerosi presenti si sono stretti attorno ai familiari colpiti da questo grave lutto, al marito Pierluigi Calessi, che è stato per tanti anni alla guida di importanti corali e gruppi musicali, al figlio Corrado, uno dei più virtuosi pianisti ferraresi che ha suonato anche l’organo durante il rito funebre e alla figlia Elisa, apprezzata giornalista soprattutto di politica nazionale.
Hanno concelebrato anche monsignor Renzo Benati e monsignor Ivano Casaroli legati alla professoressa Valentini da grande amicizia. Alcuni parenti hanno anche portato in chiesa un grosso ulivo, simbolo di pace. Quella pace che Franca ha insegnato a scuola in tanti anni proprio con una ostinazione creativa, derivata dalla sua grande fede e bontà.
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