Le strade franano La Provincia mette delle toppe
Argini fessurati, guard-rail inclinati, carreggiate sparite Dodici punti a rischio sui quali il Castello vuole intervenire
Piove, le strade franano. Soprattutto se stanno a fianco dei canali, che sono gonfiati dalle piene e offrono rifugio, nei loro argini, a colonie di nutrie. La criticità ormai annosa di via Diamantina, strada di servizio alla zona della Piccola e media industria, non è la sola a riempire di preoccupazione chi deve percorrere quotidianamente lunghi tratti di viabilità provinciale. Non siamo al livello di certe contrade appenniniche, dove gli smottamenti mettono a rischio anche le abitazioni, ma lo sgretolamento di intere sezioni stradali sotto i colpi del traffico pesante e del meteo inclemente, sta raggiungendo livelli record. Sono una dozzina i punti critici segnalati nella nuova mappa delle frane elaborata in questi giorni dalla Provincia, che si ritrova a dover far fronte con le proprie forze alla situazione: a differenza di altre zone del territorio regionale colpite dal maltempo, infatti, non sono alle viste finanziamenti straordinari anti-dissesto.
La mappa delle frane copre l’intero territorio provinciale, dall’Alto Ferrarese fino alla costa. Risalendo via Comacchio il primo smottamento s’incontra al decimo chilometro, a Quartesana, dove un tratto di strada provinciale è minacciato da una fessurazione nell’argine, che ha fatto scivolare il guard rail; qualche chilometro più avanti, a Rovereto, nel comune di Ostellato, il cedimento arginale è già arrivato ad interessare la strada. Sulla Portomaggiore-Raffanello sono due i punti critici: tra Runco e Maiero, dopo meno di quattro chilometri, e a Gualdo, alle porte della città. Proseguendo verso il mare bisogna circolare con prudenza a Mezzogoro, sulla Provinciale 68 di Codigoro, e ancora più giù sulla Romea-Goro Cristina, dalle parti di Bosco Mesola, sempre per smottamenti della strada.
Dall’altra parte della provincia la situazione è particolarmente delicata sulla Cento-Finale Emilia. Vengono segnalate addirittura quattro frane nel giro di un chilometro, a Pilastrello, il che suggerirebbe un intervento radicale di risanamento della strada, più che toppe sotto forma di manutenzione. Altro smottamento è segnalato a Casumaro, ad un paio di chilometri dal paese, in direzione Pilastrello.
Per prevenire situazioni estreme («sensi unici alternati o addirittura interruzioni del traffico veicolari» mette per iscritto la Provincia) sono stati messi in cantiere una serie d’interventi. Si tratta di consolidare la scarpata con palificazioni in legno e ricostruzione della sezione originaria, e, dove la carreggiata è già stata erosa, ulteriori lavori di demolizione parziale della pavimentazione e ripristino. La Provincia ha stanziato in merito 51.235 euro, che serviranno appunto a tamponare le emergenze, e di recente ha firmato un accordo con il Consorzio di Bonifica per evitare sovrapposizioni. Ma per fermare i movimenti franosi servirebbe di più.
Stefano C iervo
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