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comacchio - accusato di diffamazione

Storico, il reato è prescritto

COMACCHIO. Il reato è prescritto. Ma i giudici bolognesi hanno confermato le statuizioni civili: 1 euro di risarcimento più la pubblicazione della sentenza sui quotidiani locali. Si è chiuso...

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COMACCHIO. Il reato è prescritto. Ma i giudici bolognesi hanno confermato le statuizioni civili: 1 euro di risarcimento più la pubblicazione della sentenza sui quotidiani locali. Si è chiuso così l'appello per il noto scrittore ravennate Gianfranco Stella accusato di diffamazione aggravata per un episodio riportato nel libro "I lunghi mesi del 1945 in Emilia-Romagna" (2005). Vi si fa riferimento alle presunte sevizie subite nel '45, nella valle di Porto Corsini, da un giovane originario di Comacchio, reduce di Salò, ad opera di un partigiano molto conosciuto perché di una famiglia, i Trombini, noti imprenditori locali. Stella, difeso dall'avvocato Carlo Benini, ha scritto che Giacomo Trombini, indicato come "comandante partigiano comunista", aveva letteralmente segato a metà il giovane comacchiese. A supporto della tesi di Stella la difesa aveva depositato una lettera datata 26 agosto 2005 nella quale un vice questore di Ravenna - Carmine Sgrò, morto nel 2008 a 82 anni - si esprimeva sulla vicenda sia per avere ricevuto confidenze dai carabinieri di Marina di Ravenna, dove era arrivato nel luglio del '45 in cerca di casa, che per avere frequentato la famiglia Trombini.

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