Welfare e agricoltura richiamano gli stranieri
I residenti non italiani sono il 9,4%, dato in forte crescita ma resta il più basso in regione
Un’immigrazione quantitativamente esplosa negli ultimi dieci anni, qualitativamente in maggioranza femminile, ma molto forte in agricoltura. E un numero di premessi di soggiorno che in sostanza pareggia quello dei residenti stranieri. E’ dalle cifre del dossier statistico del centro studi e ricerche Idos, una tra le pubblicazioni più affidabili in materia, che si può desumere come cambia la composizione sociale della popolazione sul nostro territorio. Nel corso della presentazione del volume, Chiara Sapigni illustra i dati più recenti che riguardano il solo comune di Ferrara. A fine 2014 i residenti di nazionalità diversa da quella italiana erano 12.596 su un totale di 133.682, una quota pari al 9,4%. “Negli anni ’90 – ricorda l’assessore – non andavamo oltre l’1%. Siamo comunque ancora la provincia con la presenza di immigrazione più bassa in Regione; le tre nazionalità più diffuse sono quelle ucraina, rumena e moldava, e in maggioranza si tratta di donne impiegate nel welfare familiare”. Ma crescono anche gli stranieri titolari di esercizi commerciali: 204 a fine 2013. Venendo al dossier Idos, si nota come i residenti stranieri in provincia, sempre a fine 2013, fossero 29.620 (5,5% sul totale in regione), la metà rispetto a Parma, ma anche meno che a Piacenza e Rimini. L’aumento dal 2003 al 2008 è stato un boom (+151,9%, media regionale 91,8%), più contenuto dal 2008 al 2013 (+48,8%). Il territorio ferrarese è quello che in Emilia Romagna detiene l’incidenza più elevata di immigrati tra i nuovi assunti, “un dato di punta – rileva l’annuario – che però riguardando la provincia con il minor numero di residenti e occupati stranieri, è probabile che in futuro andrà livellandosi”. Qui tra l’altro c’è la punta massima di addetti in agricoltura (32,5% del totale tra i diversi settori occupazionali, quota tripla rispetto alla media regionale). I permessi di soggiorno in provincia a fine 2013 erano 25.690, di cui 15.481 di lungo soggiorno e 10.209 a termine; tra questi ultimi il 47% legato a motivi di lavoro, il 42,3% per famiglia e il 4,4% per asilo o ragione umanitaria.
I dati sono stati commentati da Sandra Federici (coordinatrice della rivista “Africa e Mediterraneo”), Luca Di Sciullo (Idos), Claudio Paravati (direttore della rivista “Confronti”), Andrea Stuppini (Regione Emilia-Romagna) e Federico Tsucalas, coordinatore del Centro Servizi Integrati per l'Immigrazione del Comune di Ferrara.
Fabio Terminali
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