Addio a Guido Vancini Scrittore e custode della storia centese
Il professore si è spento lunedì all’età di 91 anni Fondò il periodico Famè Zenteisa. Venerdì i funerali
CENTO. «Guido Vancini e Cento, un binomio indissolubile». Così l'amica di famiglia e collaboratrice del periodico Famè Zenteisa, Anna Vegetti, ricorda il professore Guido Vancini, deceduto lunedì all'età di 91 anni.
I funerali si terranno venerdì 27 febbraio, alle ore 15, nella chiesa di San Lorenzo.
Con un riconoscimento personale alla sua figura, la Vegetti ripercorre le tappe della vita di un grande centese. Vancini è stato tra i fondatori nel 1965 della società no profit 'Famè Zenteisa': «Tra gli obiettivi, tenere vivo il ricordo di centesi illustri e onorare i concittadini che in qualunque settore avessero raggiunto posizioni di prestigio. Che oggi e sempre sia anche suo questo tributo».
Vancini era nato a Cento il 19 giugno 1923, da Emilia Mandrioli e Giovanni Vancini e, tranne alcuni anni trascorsi per lavoro a San Biagio di Argenta, ha sempre vissuto a Cento, in corso Guercino 17. Con un diploma d'istituto tecnico agrario e la laurea in scienze agrarie presa all’università di Bologna (1948), Vancini insegnò matematica e scienze, fu vicepreside alle medie di Cento, scrittore (un libro di ricerca sul tartufo, un libro sulla storia di Cento e 3 volumi di scienze), storico e giornalista. «È proprio dalla sua passione per il giornalismo – ricorda l'amica e collaboratrice – che nasce nel 1988 'Famè Zenteisa', periodico di cui lui è sempre stato direttore responsabile».
Impossibile non rimanere affascinati dal “suo modo scorrevole, accattivante – racconta - e mai stancante di proporre eventi storici, sempre legati a Cento, facendoci comprendere quanto questa città, al centro tra Ferrara, Modena e Bologna, abbia sempre avuto un ruolo importante nella vita sociale, politica ed economica».
È grazie ai suoi interessi culturali che conobbe politici del calibro di Ugo La Malfa e Giovanni Spadolini, l’attore Aldo Fabrizi, il regista Florestano Vancini, il presentatore giornalista Enzo Tortora. Collaborò con la Nuova Ferrara ed il Resto del Carlino, e nel 2009 gli fu consegnato il premio per il miglior giornale locale da Massimo Giletti; nel 2011, invece, ottenne un premio dalla Camera di Commercio di Ferrara (cui si riferisce la foto a corredo dell’articolo).
Grandi riconoscimenti Vancini ebbe anche da Lions e Rotary Club di Cento. «Nonostante gli impegni – ricorda Anna - trovava il tempo di occuparsi di persone bisognose, con generoso sostegno morale ed economico, sempre autorevole nella vivacità ed irrequietezza del suo carattere, a volte autoritario ma mai prevaricatore». Vancini amava molto raccontare episodi del suo passato, tra cui il ricordo della Liberazione di Cento dal nazifascismo, nella notte fra il 22 ed il 23 aprile 1945. «Cento deve tanto al professore Vancini – ribadisce la Vegetti – e nel suo ricordo l'impegno dei centesi di tenere vive le memorie storiche, difendere i valori artistici ed urbanistici di Cento».
Beatrice Barberini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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