Il sindaco Lodi: «Era innamorato di questa città»
CENTO. «Nessuno era più innamorato di Cento di quanto lo fossi tu. Nessuno aveva la capacità di tenere viva la nostra memoria di comunità». Con una lettera piena di commozione, anche il sindaco Piero...
CENTO. «Nessuno era più innamorato di Cento di quanto lo fossi tu. Nessuno aveva la capacità di tenere viva la nostra memoria di comunità».
Con una lettera piena di commozione, anche il sindaco Piero Lodi ricorda il professor Vancini: «Avevi la capacità di mettere al centro la centesità senza escludere nessuno, di dare peso alle nostre radici senza rimanere con la testa nel passato. Hai scritto pagine importanti sulla nostra Cento e per la nostra Cento. Sei stato promotore di iniziative, sostenitore di ogni progetto vero e concreto che valorizzasse la città. Sei stato memoria critica e voce autorevole. Tutto ciò, senza mai prenderti troppo sul serio. Senza darti il peso che hai sempre avuto». Una vita da insegnante, proseguita anche al di fuori della scuola: «Non hai mai smesso di insegnare cosa vuole dire appartenere ad una famiglia, a una grande famiglia, quella Famè Zenteisa che hai guidato - scrive ancora il sindaco - e che ora sentirà il vuoto della tua assenza. Essere una famiglia vuole dire gioire gli uni dei successi degli altri, festeggiare gioie, ricordare chi non c’è più, ricordare ogni giorno successi e trionfi, senza nascondere i fallimenti o i problemi per ripartire più forti ed uniti. Lasci un'eredità difficile da raccogliere».
Nella certezza d'aver perso «chi incarnava la memoria collettiva di Cento». (be.ba.)
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