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Ferrara perde la sfida della competitività

Ferrara perde la sfida della competitività

Il rapporto Sinloc: bene solo integrazione stranieri e mobilità. Mantova e la Romagna su, Bologna giù

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Il territorio ferrarese è tra i meno competitivi, in termini socio-economici, di tutto il Nord, potendo dividere questo “primato” solo con un paio di province piemontesi e con Como, e la situazione è aggravata dal fatto di essere circondati da altri territori (il resto dell’Emilia Romagna, in sostanza) che sono invece al top del “benessere competitivo”. Quest’ultima definizione, come il resto dell’indagine, è coniata dal quinto rapporto sulla competitività delle aree urbane d’Italia, presentato nei giorni scorsi da Sinloc, una società di ricerca costituita dalle principali fondazioni bancarie del centro-nord. Il rapporto è la sintesi di un folto gruppo di indicatori che non vanno tutti nella stessa direzione di marcia. Un peso fondamentale nella valutazione sintetica conclusiva è attribuito alla componente demografica, che è scomposta in cinque indicatori: attrattività e crescita demografica, natalità e ricambio generazionale, anzianità e carico sociale, multiculturalità e radicamento, scolarità e capitale umano.

Il territorio ferrarese è inserito nella “mappa del benessere”, cioè catalogata in termini positivi, solo per il quarto indicatore, che misura «il consolidamento e l’integrazione della presenza straniera valutate attraverso una molteplicità di indicatori complementari»: a differenza del passato, dunque, la nostra provincia è diventata protagonista dell’integrazione di cittadini stranieri, e questa dinamica può aiutare lo sviluppo socio-economico, secondo i ricercatori. Maglia nera, invece, ci viene attribuita per «grado di anzianità e consistenza della popolazione produttiva» degli ultra-65enni; e per «ricambio generazionale e incremento naturale (extra immigrazione, quindi) della popolazione; andiamo maluccio anche sugli indicatori di capitale umano che «integrando l’ambito della formazione e del lavoro, vanno ad arricchire il quadro dei dati». Se lo sguardo viene allargato a tutto il territorio nazionale, però, Ferrara risulta ben al di sopra della media per quanto riguarda un indicatore cruciale, cioè la capacità di attrarre giovani e anche di trattenere quelli nati qui. Siamo al 25º posto in Italia con un indice di attrattività del 5,7% grazie ad un aumento dei 3.789 residenti 18-34 anni tra il 2003 e il 2013; tra le prime 10 province più attrattive ci sono, è bene sottolinearlo, ben cinque province emiliano-romagnole (le altre stanno comunque davanti a Ferrara con l’eccezione di Modena).

Molto bene, invece, la “pagella” per «benessere nella qualità della mobilità», che evidentemente viene influenzata anche dall’utilizzo delle biciclette.

In generale, la competitività delle grandi città è in calo, Bologna compresa, mentre tra i territori di provincia più lanciati si citano la Romagna e Mantova.

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