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"Una banca sta valutando i conti di Carife"

"Una banca sta valutando i conti di Carife"

Scende in campo il primo cittadino. Il sindaco Tagliani ha incontrato i commissari: in corso una 'due diligence', ce ne possono essere altre. Istituto ora efficiente

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I commissari di Carife li ha visti ieri mattina, al termine di una messa a punto durata qualche giorno, «ma non è stato il primo incontro con loro». Tiziano Tagliani premette questo particolare per far capire che il filo tra chi ha in custodia le sorti della cassaforte del territorio, e il massimo rappresentante politico del medesimo non si è mai interrotto.

Eppure il nulla trapelato in questi mesi sulle trattative per la cessione della banca ha creato per forza di cose incertezze e insicurezze.

«I commissari mi hanno ribadito di dover rispettare un doppio obbligo di riservatezza. C’è la legge sulla base della quale sono qui, e ci sono gli accordi con le aziende di credito interessate, le quali non vogliono apparire in questa fase. E i commissari preferiscono lavorare al miglior sviluppo possibile delle trattative, il loro non è un atteggiamento snobistico nei confronti della città. Certo, l’ho anche fatto presente, Carife è l’unica banca della città, è inevitabile che attiri le attenzioni dei ferraresi che sono anche correntisti e soci».

Avete quindi fatto il punto della situazione: cosa può essere reso noto al momento?

«Questo. È in corso in questi giorni una due diligence (la valutazione dei bilanci preliminare all’avvio di una trattativa di compravendita, ndr), non solo sui crediti della banca ma anche sul contesto socio-economico del territorio».

Allora è un istituto straniero?

«No, non siamo entrati nel merito».

Sarà possibile concludere l’operazione entro il 27 maggio, quando si chiuderà il commissariamento?

«Non c’è nessuna ragione di preoccupazione, è sufficiente che la proposta vincolante di acquisto arrivi entro quella data e possa essere analizzata da tutti i soggetti interessati. Tutti gli atti consequenziali possono essere conclusi dopo. Nelle prossime settimane i commissari si aspettano una evoluzione delle trattative».

C’è più di un soggetto interessato?

«È possibile, può anche darsi che nelle prossime settimane ci siano ulteriori richieste di due diligence, come che ne siano state già fatte altre. In ogni caso i potenziali acquirenti sanno di trattare con pubblici ufficiali di fiducia Bankitalia, quindi di non andare incontro a brutte sorprese nei conti. Le ultime vicende del mondo bancario hanno però complicato le cose».

A cosa si riferisce?

«Molte delle prime 16 banche italiane hanno problemi di capitalizzazione, e quindi si stanno concentrando soprattutto su questi aspetti. Il fatto che le banche maggiori siano sotto la vigilanza Bce, tra l’altro, impone che le autorizzazioni per un’operazione del genere debbano arrivare da Francoforte».

Si ipotizza l’intervento del Fondo interbancario?

«No, non si ritiene di doverlo chiamare in causa».

Sulla vendita di Commercio e Finanza ci sono aggiornamenti?

«Mi hanno detto che la trattativa è al vaglio di Bankitalia».

In definitiva, con quale impressione è uscito dall’incontro con i commissari?

«Ho avuto l’impressione che i commissari stiano cercando di chiudere, ritenendo di aver fatto un buon lavoro e di poter presentare una banca efficiente, con un costo del lavoro ridotto e una buona dinamica corrente».

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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