Alla fine c’è un Vizio di forma nonostante la firma di Anderson
Joaquin Phoenix è il detective Doc Sportello nell’America dei primi anni Settanta
Vizio di forma
Un film di Paul Thomas Anderson. Con Joaquin Phoenix, Katherine Waterston, Eric Roberts, Josh Brolin, Benicio Del Toro, Reese Witherspoon. Commedia, durata 148 minuti – Usa, 2014.
di GIAN PIETRO ZERBINI
Doc Sportello, un nome e un programma. È il protagonista dell’ultimo film di Paul Thomas Anderson, un detective hippie, stravagante che incarna, con un look tra il Neil Young prima maniera e il commissario Basettoni, quello spirito libero a cavallo tra gli Anni Sessanta e Settanta, epoca che sancisce anche la fine di molte illusioni. Il contesto storico e sociale di quegli anni è infatti molto importante per il regista per far capire anche la natura dei protagonisti che si muovono in una Los Angeles che più che la città degli angeli sembra quella dei demoni, il tutto liberamente ispirato da un elaborato romanzo di Pynchon. Ci sono molti degli ingredienti per fare un grande noir: dall’investigatore, alla femme fatale, dal poliziotto carogna, al criminale, ma c’è nell’aria anche il turbolento cambio di passo della società americana con la disillusione dopo le speranze di un mondo con più diritti civili e la fine del sogno a stelle e strisce. Anderson regala momenti di bel cinema, pur non offrendo colpi ad effetto come la pioggia di rane in “Magnolia”, dovendo gestire comunque un racconto complesso che si snoda senza tregua per due ore e mezzo. Joaquin Phoenix, quasi irriconoscibile, si conferma attore di talento, ma la produzione ha potuto contare su un cast di attori molto affiatati e di grande spessore recitativo come Josh Brolin e Benicio del Toro, tanto per cominciare con due che si trovano a nozze con storie a tinte fosche, per non parlare di Eric Roberts, da oltre trent’anni una delle spalle più solide di Hollywood. Alla fine resta però qualcosa di incompiuto, nonostante la durata del film, e nemmeno una colonna sonora di grande respiro, con alcuni dei migliori brani d’epoca, riesce a colmare quel vuoto. E non è solo un vizio di forma.
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