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I leghisti ferraresi: «Noi? Mai stati tosiani»

I leghisti ferraresi: «Noi? Mai stati tosiani»

Nel gruppo dirigente nessuno ora sta con il sindaco di Verona. Nemmeno Cavicchi che capisce un po’ le sue ragioni

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C’è stato un tempo, non molto lontano, in cui il sindaco di Verona Flavio Tosi godeva anche a Ferrara di un certo seguito nel gruppo dirigente locale. O almeno di una notevole attenzione anche da parte di chi non si sarebbe mai infilato nella sua corrente di pensiero.

I meriti per il suo operato di sindaco anche adesso nessuno glieli nega, ma i vertici del partito ora stanno tutti con Salvini.

Il 22 settembre 2014 c’era anche Giovanni Cavicchi, fondatore del Carroccio ferrarese e inossidabile consigliere comunale, in Galleria Matteotti ad ascoltare il “faro” Tosi che in quelle settimane girava le province del nord invocando primarie per scegliere il futuro candidato premier del centrodestra. «Io la penso così - dice Cavicchi riferendosi all’attualità - , capisco le ragioni di Salvini e capisco anche quelle di Tosi che vorrebbe che i veneti decidessero in autonomia». Ma pone un limite a Tosi: «Se c’è un progetto per ampliare i consensi va bene, ma se questo progetto intralcia i piani della Lega Nord allora non mi sta più bene». Da questi punto di vista l’ultimo Tosi lo lascia quantomeno «perplesso», ma Cavicchi non auspica rese dei conti e conseguenti lacerazioni: «Stiamo tutti con le chiappe strette in attesa del federale di lunedì. Speriamo che trovino un accordo».

Alan Fabbri, capogruppo in Regione, è tutt’altro che allarmato. «Io sono molto tranquillo. Zaia è un grande politico, il migliore governatore di Regione a livello nazionale. Tosi è stato ed è un buon sindaco. Se ci sono delle opinioni diverse tra Zaia e Tosi questo non è un problema. Poi deve essere chiaro che la Lega è unica e che il leader è Salvini». Traduzione: c’è il pensiero di Tosi, non la Lega di Tosi. E se Fabbri si permette di essere così netto, ma garbato, verso Tosi, nei confronti dei tosiani ferraresi che si riconoscono nel Faro-Ricostruiamo il Paese, è tranciante: «Frizioni, contrasti? Ma con chi? Lei mi parla ci cose di cui nemmeno conosco l’esistenza. Ripeto che la Lega è unica e che quel che dobbiamo fare qui è lavorare sul territorio».

Quando il segretario provinciale della Lega Nord Fabio Bergamini pensava di candidarsi a sindaco di Ferrara (era l’autunno-inverno 2013) non aveva esitato a propugnare il “modello Tosi” per andare alla conquista della città. Non rinnega nulla il Bergamini di oggi, ma mette un sacco di puntini sulle i: «Come capacità amministrative Tosi è un esempio come ben sanno i veronesi. Riferirsi all’esperienza di un sindaco leghista mi sembra una cosa più che normale. Ma io ricordo che, ai tempi dei contrasti tra Bossi e Maroni, quando mi chiesero da che parte stavo io mi dichiarai zaiano e non era una battuta da democristiano. Penso veramente che Zaia possa candidarsi alla Regione come a primo ministro. Se si parla di politca nazinale siamo tutti con Zaia».

Su Tosi puntualizza: «Come sindaco è un esempio, ma se da segretario della Liga Veneta fa una lista alternativa fa è una cosa che non mi piace e che non si può in alcun modo appoggiare. Pensiamo piuttosto ad andare tutti compatti a Roma il 28 febbraio».

Marcello Pradarelli

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