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Il progetto di integrazione dei profughi a Radio Rai1

Il progetto di integrazione dei profughi a Radio Rai1

VIGARANO MAINARDA. Il progetto per l'integrazione dei profughi del Mali è stato citato come esempio da Radio Rai1. Ieri durante la trasmissione radiofonica "Ne parla la Radio", in onda tutti i giorni...

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VIGARANO MAINARDA. Il progetto per l'integrazione dei profughi del Mali è stato citato come esempio da Radio Rai1. Ieri durante la trasmissione radiofonica "Ne parla la Radio", in onda tutti i giorni dalle 10,40 alle 11,30, c'è stato un collegamento telefonico in diretta con il sindaco Barbara Paron, Keita Alassane (uno dei profughi del Mali) ed il mediatore culturale Kuma Thomas. Coinvolto in trasmissione anche Filippo Bubbico, vice ministro dell'Interno. Che problemi avete avuto all'arrivo di questi profughi? E' stata la prima domanda della conduttrice Ilaria Sotis. «Qualche polemica c'è stata - ha spiegato il sindaco Barbara Paron - con un dibattito in consiglio comunale. Anche la gente ha avuto qualche attimo di apprensione vedendo questi ragazzi girare per il paese non sapendo chi erano e da dove venivano. Ora il clima è completamente disteso». Come ci siete riusciti? Ha incalzato la conduttrice. «Con un bellissimo progetto - ha ribattuto il sindaco Paron, dell'amministrazione comunale che con un protocollo di intesa, coinvolta anche l'Asp provinciale, ha raccolto l'entusiastica adesione del circolo Auser La Camarazza, l'Asd Vigarano Calcio, la Caritas parrocchiale, il canoa club e con il coinvolgimento della biblioteca comunale. Le associazioni coinvolte impegnano i profughi, che si sono subito resi disponibili, in lavori di volontariato. Questo ha permesso la reciproca conoscenza e, oltre ai lavori di volontariato, ci sono stati anche momenti conviviali tutti insieme. Ora quando i ragazzi del Mali girano in paese, vengono salutati dalla gente che incontrano». Il progetto di integrazione è piaciuto anche al viceministro Filippo Bubbico che oltre ad auspicare che altri comuni seguano questo esempio ha ricordato che bisogna lavorare per far comprendere all'Europa che il fenomeno immigrati è un problema chenon va eluso. Il mediatore culturale, Kuma Thomas, ha anche ricordato i corsi predisposti per far imparare l'italiano ai profughi.

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