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lo ha deciso la regione

Ospedale, la petizione ammessa in parte

COMACCHIO. Con una dichiarazione di parziale sussistenza delle condizioni di ammissibilità di ammissibilità della petizione presentata dalla Consulta Popolare per il San Camillo il 26 gennaio scorso...

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COMACCHIO. Con una dichiarazione di parziale sussistenza delle condizioni di ammissibilità di ammissibilità della petizione presentata dalla Consulta Popolare per il San Camillo il 26 gennaio scorso con 8950 firme all’Urp della Regione Emilia Romagna, ieri mattina l’Ufficio di presidenza dell’assemblea legislativa regionale ha fornito un primo atteso riscontro, in merito all’iniziativa promossa a tutela dell’ospedale comacchiese. Mentre il primo quesito posto, circa la sperimentazione gestionale con eventuale cessione di ramo d’azienda a privati è stato ritenuto ammissibile, non altrettanto è andata per la seconda richiesta di istituire una commissione speciale di inchiesta. «Sono parzialmente soddisfatto – dichiara Giovanni Gelli, primo firmatario della petizione, ma ritengo che si è confuso lo strumento (commissione d’inchiesta) con l’argomento (congruità dell’investimento di 13 milioni per accreditare la struttura come ospedale e non come poliambulatori». Anche Alan Fabbri, capogruppo regionale della Lega Nord a ruota è intervenuto sulle sorti dell’ospedale comacchiese, dopo l’interrogazione presentata il 13 gennaio scorso, lamentando che «da troppo tempo si rincorrono voci contraddittorie di riconversione e riduzione di servizi. Una risposta che la giunta regionale darà solo il 27 marzo - va avanti Fabbri -: tutto ciò è ridicolo. Crediamo (e lo abbiamo espresso al presidente Bonaccini) se possano esserci gli estremi per uno sperpero di denaro pubblico, che possa configurare il reato di danno erariale». Sulla stessa lunghezza d’onda della Consulta Alan Fabbri rilancia la richiesta di istruzione di una commissione speciale d’inchiesta.

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