Pugno duro contro i bracconieri
Aumentano i sequestri della polizia provinciale per combattere la pesca di frodo
BONDENO. Il maxi-sequestro di pesce compiuto dalla polizia municipale dell'Alto Ferrarese, in collaborazione con l'Aeop, nel canale Cavalletta, era stato solo la punta dell'iceberg. Punta dell’iceberg di un fenomeno che sta evidentemente assumendo connotati preoccupanti. Per questa ragione, nei giorni scorsi, è stato convocato su richiesta del sindaco facente funzioni Cristina Coletti, il comitato per l'ordine e la sicurezza, in Prefettura, a fronte degli ultimi casi di "pesca selvaggia" sul territorio matildeo e non solo. «Un fenomeno - spiega la Coletti - che sta assumendo dimensioni preoccupanti e che vede, al momento, lo sforzo anche delle associazioni di volontariato e delle guardie ecologiche, al fianco delle forze dell'ordine, per denunciare fatti e episodi che possono risultare sospetti». La stessa Coletti è stata invitata dal prefetto a prendere la parola, per esporre le proprie preoccupazioni. «Sappiamo che alcuni cittadini, in molti casi stranieri, svolgono questa pesca di bracconaggio, con tecniche vietate e che stanno impoverendo la fauna ittica dei nostri fiumi. L'incontro in prefettura - ha detto ancora il sindaco facente funzioni - è servito per strutturare un'azione su più piani: a livello regionale, ci si attende che possano essere inasprite le sanzioni; a livello locale, con l'ausilio soprattutto delle polizie municipali e degli altri attori sociali, saranno fondamentali - dice ancora la Coletti - le segnalazioni dei fenomeni abusivi, per capire se ci possono essere gli estremi per provvedimenti penali. Il prefetto - conclude la Coletti - ha anche auspicato un'implementazione dell'azione di intelligence, portata avanti da tutti i corpi di polizia. Non è solo un tema ambientale che ci sta a cuore - ha detto - , ma un problema di sicurezza pubblica». Proprio a livello regionale, Alan Fabbri, capogruppo della Lega Nord in Regione, auspica infine «una revisione delle norme, con l’inasprimento delle pene ed eventuale sequestro di mezzi e materiali utilizzati dai pescatori di frodo».
Mirco Peccenini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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