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Zappaterra (Pd) si astiene sulle aliquote

CENTO. «Confermare un'aliquota unica sulle seconde case, è fare dell'iniquità. Diversificare in base all'utilizzo, sarebbe stato l'unico sistema per il Comune per fare un'azione di politica sociale»....

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CENTO. «Confermare un'aliquota unica sulle seconde case, è fare dell'iniquità. Diversificare in base all'utilizzo, sarebbe stato l'unico sistema per il Comune per fare un'azione di politica sociale». Alla delibera sulle aliquote Imu per il 2015, voto d'astensione del consigliere Pd Denis Zappaterra.

Confermate a maggioranza (contrari Noi Che, Forza Italia, Lega Nord e Per le Frazioni), le aliquote approvate nel 2014 che si riferiscono, ha spiegato l'assessore Busi «alle abitazioni principali di lusso, calcolate tramite Imu con agevolazione di 200 euro per i proprietari, e al 10,6 per mille per tutti gli altri edifici (aree edificabili, terreni agricoli e fabbricati diversi)». Entrate tributarie «necessarie per compensare i tagli dei trasferimenti pubblici e mantenere il bilancio in equilibrio finanziario. Uno sforzo, quello compiuto da questa amministrazione in termini di politica fiscale e tributaria, per non aumentare tariffe e aliquote: l'Irpef è la più bassa del territorio per favorire il mondo del lavoro». E mentre il consigliere Mattarelli si dice «non favorevole alle tasse: sulla prima casa (esente Imu) c'è la Tasi, sulla seconda l'aliquota Imu al 10,6per mille, la più alta prevista dalla legge», Zappaterra ha espresso in aula le perplessità: «Bene che le aliquote non vengano ritoccate. In vista di una finanziaria che prevede un taglio di 1miliardo 200milione su enti locali, è sinonimo di efficacia ed efficienza mantenere gli stessi servizi senza aumentare le tasse» Ma sulle aliquote, Zappaterra puntava ad evitare iniquità: «Un pensionato al minimo con due case, paga la Tasi sulla prima, l'Imu sulla seconda (non l'Ici, se in usufrutto ai figli), viene equiparato a un benestante con seconda casa sfitta».

Per Zappaterra, diverse aliquote avrebbero «inciso su chi vuole mettere le seconde abitazioni in affitto concordato col Comune. Sarebbe stata una boccata d'ossigeno per l'edilizia sociale». (b.b.)

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