La Nuova Ferrara

Ferrara

berra

Un “freno” ai pitbull

Un “freno” ai pitbull

Questa l’ordinanza emessa ieri dal sindaco Zaghini: «Il divieto vale un anno e per persone con reati»

2 MINUTI DI LETTURA





 “Il sindaco ordina: è vietata la proprietà, il possesso e la detenzione di cani molossoidi, di qualunque età: a) ai delinquenti abituali, professionali o per tendenza; b) a chi è sottoposto a misure di prevenzione personale o a misura di sicurezza personale; c) a chiunque abbia riportato condanna passata in giudicato per delitto non colposo contro la persona; d) a chiunque abbia riportato condanna passata in giudicato per uno dei delitti previsti dal Libro II, Titolo XIII, Capo I, del codice penale (Delitti contro il patrimonio mediante violenza alle cose o alle persone); e) a chiunque abbia riportato condanna passata in giudicato o decreto penale di condanna; f) ai minori di 18 anni, agli interdetti e agli inabili per infermità di mente”.

È questo il succo dell’ordinanza sindacale n.6 del 2015 emessa ieri dal Comune di Berra, nuova puntata nel caso dei due pitbull che hanno sbranato e ucciso una cavalla in un allevamento tra via Postale e via Bosco, a Berra. Si tratta di un’ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani. La vicenda dei due pitbull ha fatto scalpore e nel giro di un paio di settimane ha già portato a diverse ordinanze del primo cittadino berrese, Erik Zaghini, con ormai otto cani portati via da famiglie in via Bosco.

«Questa ordinanza avrà valenza un anno - ci spiega Zaghini - ed entra in vigore dal decorrere del 16º giorno della pubblicazione (ieri, ndr). È il divieto di detenere e possedere cani di tipo molossoide (rottweiler, pitbull ma anche dobermann), ma solo per persone che hanno commesso reati o sono sottoposti a misure di prevenzione o a misura di sicurezza personale. Il divieto vale anche per la possibilità di “prestare” il cane a terzi. Diamo tempo a tali soggetti 15 giorni per adeguarsi e pure la possibilità di cedere il cane all’amministrazione comunale, che lo darà ad un canile convenzionato dove poi potrà essere adottato da altri».

«Questo provvedimento - aggiunge Zaghini - è mutuato da quello del Ministero della salute, ma è stato modificato con misure più restrittive. Di fatto non si vieta tout court l’allevamento di cani di questo tipo, ma dà un giro di vite deciso e vediamo che succederà in quest’anno». (d.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google