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Pd, in due sfidano Calvano C’è un rischio-bersaniani

Pd, in due sfidano Calvano C’è un rischio-bersaniani

Congresso regionale, il segretario ferrarese è favorito su Mumolo e Campedelli «Sono per apertura e coesione». Ma lo scontro nazionale può produrre sorprese

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Paolo Calvano, da ieri ufficialmente candidato alla segreteria regionale Pd, può temere solo... Pierluigi Bersani. Non che l’ex leader nazionale, peraltro piacentino, sia intenzionato a sfidare lui, ma la brutta aria che tira sulla legge elettorale tra i bersaniani e il premier Matteo Renzi può produrre un candidato emiliano di rottura. E in una regione come l’Emilia Romagna, dove i bersaniani contano eccome, l’insidia per Calvano, che si presenta come l’unico possibile ricompattatore del numero maggiore di anime possibile del Pd, può arrivare solo da questo mister X. Non può rappresentare quell’area, tutta intera, la modenese Giuditta Pini, che in questi giorni viene data come possibile candidata, e pure ha radici a sinistra. Nè possono impensierire il segretario provinciale, sulla carta, i due esponenti Pd che hanno depositato nel luglio scorso le sottoscrizioni a sostegno della loro candidatura, e che l’hanno confermata entro le 12 di ieri. Si tratta di Enzo Campedelli, ex sindaco di Carpi, che rappresenta istanze localistiche, e Antonio Mumolo, consigliere regionale bolognese di area civatiana. Bisogna tener presente che Calvano, renziano dell’ultima ora, ha incamerato anche l’appoggio della componente della sinistra rappresentata dal deputato bolognese Andrea De Maria.

Si saprà il 10 marzo se ci sono altre candidature oltre alle tre già ufficiali: fosse così, si aprirà la fase della Convenzione, cioè il voto degli iscritti nelle assemblee che si svolgeranno dal 16 marzo al 2 aprile, per selezionare appunto tre candidati da ammettere al voto delle primarie, il 19 aprile.

Intanto Calvano ha “bagnato” la candidatura con un lungo post su Facebook il cui succo è «dobbiamo aprire, spalancare le porte»: mi sono candidato, scrive, per «rendere ancora più coesa la grande e bella comunità del nostro partito. Una candidatura che va oltre gli schieramenti interni». (s.c.)

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