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una donna morì con l’auto nel canale, il processo

«Strada senza guard rail, bastavano settemila euro»

«Strada senza guard rail, bastavano settemila euro»

FISCAGLIA. Bastavano 7000 euro, per ripristinare il guard rail lungo via Travaglio, quella barriera protettiva che era stata rimossa nel 2008 a causa di uno smottamento e che nel 2012 non era lì a...

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FISCAGLIA. Bastavano 7000 euro, per ripristinare il guard rail lungo via Travaglio, quella barriera protettiva che era stata rimossa nel 2008 a causa di uno smottamento e che nel 2012 non era lì a impedire che l’auto condotta da Ornella Botti, 58 anni, finisse nel canale. Per la morte della donna è imputata la responsabile dell’Ufficio Tecnico dell’ex Comune di Migliaro Ilaria Simoni, che ieri in tribunale si è sottoposta all’esame delle parti e del giudice. Al termine dei lavori per ricostruire l’argine franato, ha ricordato, si era innescata una guerra di competenze tra il Comune e la Regione, che per lettera aveva sollecitato l’amministrazione municipale a provvedere a rimettere il guard rail. L’imputata ha ribadito di aver avvertito più volte il sindaco Roverati (la cui testimonianza, insieme a quella dell’allora assessore ai lavori pubblici Daniele Frignani sono state inviate alla procura per valutare eventuali responsabilità penali), anche se queste sollecitazioni sarebbero avvenute oralmente, e non per iscritto. A impedire la tempestiva ricollocazione del guard rail era stata la mancanza di risorse: quei 7000 euro per i quali era necessaria una modifica del bilancio. L’anno successivo alla tragedia, nel 2013, il guard rail però tornò al suo posto, a opera del Comune, utilizzando fondi destinati ad altre spese. «Dopo tutti quegli anni - commenta amaramente l’avvocato di parte civile Eleonora Baldi - non si può certo sostenere che si trattava di un costo imprevisto, ma era una spesa da programmare a bilancio». Ieri sono stati chiamati a testimoniare anche il sommozzatore dei vigili del fuoco che intervenne per recuperare il corpo senza vita della donna, e il medico legale, che ha confermato la causa di morte per asfissia. Il 20 marzo la sentenza.

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